elementi decorativi derivati da forme vegetali e architettoniche, putti, santi, conchiglie

Decorazione plastica post 1695 - ca 1710

Gli "stucchi" ricoprono buona parte dell'abside sinistra dedicata a S. Nicola, in particolar modo gli archivolti, le lesene, il tamburo e la volta della cupola. Sui piedritti dell'arco ogivale d'entrata dell'abside, oltre a volute fogliacee in cui si inerpicano putti, troviamo al centro, entro formelle circolari, il busto a basso rilievo di due Sante: quella di sinistra, molto probabilmente S. Rosalia, indossa una corona di rose, mentre quella di destra una semplice corona nobiliare (S. Caterina?). Al centro dell'archivolto ogivale, invece, una coppia simmetrica di teste di cherubini, entro riserva circolare, separano una sequenza di girali fogliati, mentre al vertice esterno dell'arco a sesto acuto una coppia di putti a tuttotondo regge uno scudo con iscrizione (vedi ISR/1). Decorazioni derivate da motivi vegetali le ritroviamo anche sugli archivolti a tutto sesto delle pareti laterali dell'abside che presentano, sui piedritti laterali alla mostra dell'altare a edicola di S. Nicola (vedi scheda 1900384986), due putti a tuttotondo seduti su un robusto modiglione fogliaceo con lunga valva di conchiglia come schienale: quello di sinistra ha il viso rivolto ai fedeli e trattiene con la destra un globo mentre il braccio sinistro indica la statua del santo patrono che si trova al centro dell'altare entro una nicchia (vedi scheda 1900384986) a cui è rivolto devotamente lo sguardo del putto di destra che ha le mani giunte sul petto. Sulle pareti laterali dell'abside la decorazione plastica si limita alle cornici, a volute architettoniche e fogliacee con testa di cherubino al vertice, che racchiudono affreschi di forma ovale raffiguranti episodi miracolosi dovuti all'intervento di S. Nicola: al di sotto di quello della parete destra, tra la cornice e il tabernacolo murale (vedi scheda 1900425503), si trova anche la colomba dello Spirito Santo a tuttotondo, mentre al di sotto della cornice sulla parete di sinistra lo spazio è occupato dal busto marmoreo del monumento funebre del principe Giovanni Valdina e Vignolo (vedi scheda 1900384984). Sopra la mostra d'altare in marmo, due putti a tuttotondo posti in piedi ai lati sulla trabeazione, sorreggono dei ridondanti festoni fito-floreali, così come, altri due putti distesi simmetricamente sul cornicione di base del tamburo superiore, tra i quali trova posto un cartiglio con iscrizione particolarmente rovinata che attesta, molto probabilmente, che trattasi di un "altare privilegiato" (vedi ISR/2). Sulle pareti del tamburo la decorazione plastica in stucchi riguarda le cornici rettangolari, a più gole dritte e rovesce con coppia di cherubini in alto, di quattro finestre (di cui due vere e due false), nonché quelle mistilinee, con volute architettoniche e fogliacee, teste di cherubini laterali e conchiglia centrale sul lato superiore, che racchiudono quattro affreschi, particolarmente rovinati, con soggetto inerente sempre a San Nicola. La volta superiore, emisferica con oculo centrale, è suddivisa a spicchi da sottili lesene in stucco, convergenti verso l'alto, con interspazi colorati in azzurro su cui sono applicate decorazioni plastiche in stucco a festoni fito-floreali a caduta, collegati tra loro da nastri

  • OGGETTO Decorazione plastica
  • MATERIA E TECNICA gesso/ modellatura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Palermitano
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Baldassare Pampillonia (vedi Bib: Pandolfo)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di San Nicola
  • INDIRIZZO via Duomo, s.n.c, Roccavaldina (ME)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Non sappiamo se anche l'esuberante decorazione barocca in gesso modellato sia attribuibile al palermitano Baldassare Pampillonia, autore delle decorazioni a marmi mischi dell'altare di S. Nicola (vedi scheda 1900384986) e del monumento funebre del principe Giovanni Valdina e Vignolo (vedi scheda 1900384984). Potrebbe, forse trattarsi di altro artista, forse di poco più tardo, anch'egli di estrazione probabilmente palermitana, che denota comunque una buona conoscenza delle opere serpottiane senza, tuttavia, raggiungere i livelli eccelsi del maestro palermitano, per quanto il degrado del materiale modellato, dovuto anche all'alto grado di umidità presente nella cappella, ne compomette decisamente la lettura. Il brandello di iscrizione visibile sul cartiglio (vedi ISR/2), che campeggia in alto al centro sopra l'altare, ci informa, con ogni probabilità, che si tratta dell'altare privilegiato della chiesa, ovvero quello a cui la Santa Sede o il Vescovo concedevano il "privilegio" di un'indulgenza plenaria applicabile alle anime del Purgatorio per ogni Messa ivi celebrata
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900425511
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • ISCRIZIONI entro cartiglio sopra la mostra d'altare - ....EGIA(T)O - capitale - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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