bebè foca (natsiq). cucciolo di foca
scultura
ca. 1970 -
Statua rappresentante bebè di foca di grandi dimensioni.\nCome da descrizione in elenco.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO scultura
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MATERIA E TECNICA
serpentino/ scultura/ levigatura, lucidatura
- AMBITO CULTURALE Popolazione Inuit
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ATTRIBUZIONI
Popolazione Inuit (autore Non Identificato)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico. Collezione Ugo Canepa Collezione HT Inuit Collection
- LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
- INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE «Le fattezze della scultura, seppur di grandi dimensioni, sono quelle peculiari dei piccoli di foca (natsiq). L'animale reca un muso un po’ inclinato verso l'alto e si contraddistingue per le pieghe sporgenti sotto il collo, dove le foche accumulano pannicoli adiposi, più consistenti nei loro cuccioli, affinché possano difendersi dalle rigide temperature invernali. La postura della foca evoca la curiosità e la mitezza che contraddistinguono il mammifero, e l’insieme risulta particolarmente realistico, in risposta ai canoni artistici degli Inuit di quel periodo che nel realismo vedevano la perfezione. In base alle narrazioni mitologiche si riteneva che foche e trichechi fossero usciti dal corpo umano e più specificamente che le dita mutilate di Sedna, la Signora del Mare, si fossero trasformate in animali marini. \nLe foche che, insieme al tricheco, costituivano una delle prede preferite degli orsi polari, venivano spesso modellate in atto di lotta o sottomissione al carnivoro. I cacciatori le catturavano d'inverno sulla banchisa e d'estate in mare aperto, dopo aver messo in atto efficaci strategie di appostamento e mediante l'utilizzo di arponi. Nell'universo inuit, contrariamente ai rapporti di dominio che caratterizzano il nostro mondo, la dipendenza dagli animali si traduceva in un sentito rispetto nei loro riguardi. Gli animali avevano la prerogativa di soddisfare tutti i bisogni primari dell’uomo; in particolare la foca forniva materie prime quali cibo, olio, grasso e pellame e ogni parte del suo corpo veniva utilizzata, compresi i resti, in un sapiente sistema di riciclaggio. Un insieme di regole codificate caratterizzava anche la caccia poiché si riteneva che fosse impossibile catturare una preda senza il suo consenso poiché, in base alle loro credenze, connotate da un credo animistico, gli animali disponevano di un'entità spirituale identica a quella umana. Si riteneva che l'anima umana potesse ritornare, dopo la morte, e manifestarsi all'interno di un animale e viceversa» (expertise Zanin, 2025)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
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DATA DI AGGIORNAMENTO
Museo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0