Tuurngaaluk. Spirito malvagio
scultura
ca. 1970 -
La scultura rappresenta lo spirito malvagio Tuurngaaluk mentre lega un uomo che ha catturato
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO scultura
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MATERIA E TECNICA
steatite grigia/ scultura/ levigatura, lucidatura
- AMBITO CULTURALE Popolazione Inuit
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ATTRIBUZIONI
Popolazione Inuit (autore Non Identificato)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico. Collezione Canepa Collezione HT Inuit Collection
- LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
- INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE «In ambito inuit si riscontra un evidente ricaduta dei modelli cosmologici sulle espressioni artistiche, che spesso ripropongono antichi miti e leggende. Le storie secolari di creature mitologiche, a volte divertenti, ma più spesso mostruose e terrificanti, popolano il ricco patrimonio culturale immateriale degli Inuit, e hanno contribuito alla formazione dei loro sistemi sociali e del complesso mondo spirituale che li rappresenta. Gli artisti contemporanei, descrivendo le proprie opere, consuetudine diffusa nei musei canadesi, forniscono una panoramica degli spiriti che abitano il paesaggio artico, e che loro continuano a evocare. Raccontano infatti che gli spiriti denominati Tuurngait, uno dei quali è identificabile nella scultura qui descritta, potevano assumere molte forme e non avevano un aspetto immediatamente riconoscibile. Si vedevano raramente, ma erano responsabili di molte azioni, sia maligne sia benevole. Erano temuti soprattutto perché si diceva che invitassero le persone più ingenue nelle caverne in cui vivevano, per poi imprigionarle e mangiarle e in tal caso avevano un aspetto gentile per ingannare le potenziali prede; tuttavia potevano anche essere chiamati dagli sciamani (gli angakkuit) per finalità benevole e in caso di gravi difficoltà. Esclusivamente gli sciamani potevano vedere il loro aspetto spaventoso connotato da corna, lunghi artigli e denti scoperti, tanto che i primi missionari cristiani ritennero che i Tuurngait impersonificassero il demonio. Si dice che le catene montuose del Nunavik, denominate Torngat, siano ancora la dimora di questi spiriti. In un ambiente naturale difficile e ricco di incognite come l’Artico, anche gli spiriti invisibili potevano costituire una minaccia. Nella vita quotidiana regnava una costante preoccupazione di non violare le numerose regole stabilite da millenni, e di rendere sempre omaggio all’anima (inua) degli antenati, degli animali e degli spiriti invisibili.\nLa scultura qui rappresentata evoca il terrore che suscitavano i Tuurngait maligni, e costituisce un’efficace testimonianza dell’arte Inuit, sempre potente, perché capace di trasmettere emozioni; lo spirito maligno raffigurato è un gigante, con aspetto antropozoomorfo; l’uomo catturato è invece piccolo, ormai inerme, o, forse, solo paralizzato dalla paura» (expertise Zanin, 2025)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
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DATA DI AGGIORNAMENTO
Museo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0