Versetto del Corano
dipinto
Anonimo (xix Secolo)
XIX secolo
L'opera è inserita entro una cornice in legno intagliato e dipinta. Le scritte arabe rappresentano dei versetti in onore di Allah ed erano incorniciate e appese sulle pareti della sala moresca di villa Lazarovich per essere successivamente ricollocate nel Castelletto
- OGGETTO dipinto
- AMBITO CULTURALE Ambito Europeo
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ATTRIBUZIONI
Anonimo (xix Secolo): pittore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Storico del Castello di Miramare
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Economo
- INDIRIZZO Piazza della Libertà 7, Trieste (TS)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'opera, assieme ad altri tre quadri con scritte arabe (AH55015; AH55016; AH55017), decorava originariamente la sala moresca di villa Lazarovich, prima residenza triestina dell'arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo a Trieste. Nel 1852 Massimiliano decise di risiedere stabilmente a Trieste e affittò una villa con un vasto giardino sul colle di San Vito, edificio che in seguito restaurò e adattò alle sue esigenze. Presumibilmente, può essere ascritta al 1854 la decorazione interna ad opera di maestranze locali. Al primo piano, in sintonia con le tendenze artistiche del tempo, l’arciduca fece decorare una stanza e parte del corridoio in stile orientale o moresco. Fu soprattutto il viaggio in Turchia, compiuto nel 1850, a ravvivare l’entusiasmo e la passione di Ferdinando Massimiliano per l’Oriente e a influire sulla sua vivida immaginazione tanto da spingerlo a voler ricreare a nelle sue residenze quegli ambienti esotici che egli aveva conosciuto a Smirne. La sala, come testimoniato dalle vedute di Germano Prosdocimi, realizzate intorno al 1855, era caratterizzata da porte a forma di toppa, da una fontana con piante acquatiche, dal soffitto con al centro un lucernario con scritte in caratteri arabi e da una serie di arredi e oggetti, alcuni dei quali conservati tutt’oggi nelle sale e nei depositi di Miramare, come ad esempio trofei di armi turche, tappeti, sgabelli e uova di struzzo e le scritte arabe incorniciate e appese sulle pareti della sala. Nella tempera di Prosdocimi raffigurante il “Salotto orientale di villa Lazarovich con scena di conversazione” si riconosce un quadro con scritta in arabo, appeso sulla parete destra. La tempera di Prosdocimi rivela, inoltre, che all’epoca i quadri con le scritte in arabo erano sormontati da corna di animali. I quadri, come parte della decorazione a boiseries della sala, furono successivamente smontati e ricollocata al primo piano del castelletto nel parco di Miramare, la seconda dimora triestina dell’arciduca. Una fotografia datata agli anni Trenta del Novecento testimonia che all'epoca l'opera era appesa a una delle pareti del salotto orientale del Castelletto
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0600181066
- NUMERO D'INVENTARIO AH55018
- DATA DI COMPILAZIONE 2022
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0