Positivo
La fotografia mostra lo stabilimento per la produzione di calce idrata Italcementi – CIDI (Calci Idrate d’Italia), di cui si distinguono in primo piano gli imponenti silos cilindrici. Sul lato sinistro dell’inquadratura si notano gli edifici destinati a uffici amministrativi, un tempo sede del personale contabile dell’impianto. Sul lato destro è ben visibile una depressione artificiale del terreno (localmente nota come #fosso#), realizzata per consentire l’edificazione del complesso industriale. Nella parte superiore dell’edificio, si staglia la scritta “ITALCEMENTI”, elemento distintivo e identitario dello stabilimento. Nella porzione inferiore si scorgono diversi autocarri in attività, testimonianza del traffico industriale legato alla movimentazione del materiale. Sul fondo, verso sinistra, si apre la Valle di Sant’Angelo, localmente nota come #Valle della Sant’Agnela#, che incornicia il paesaggio industriale con elementi del contesto naturale circostante, restituendo una visione d’insieme del rapporto tra attività estrattiva, paesaggio e insediamento produttivo
- OGGETTO positivo
-
CLASSIFICAZIONE
FOTOGRAFIA VERNACOLARE
- LOCALIZZAZIONE (RM)
- INDIRIZZO Via San Polo dei Cavalieri, 41 (RM)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Lo stabilimento di calce idrata Italcementi (CIDI) è stato uno dei principali poli industriali di Marcellina nel corso del Novecento. Sorto tra il 1937 e il 1938 alle pendici di Monte La Guardia, in un’area ricca di cave di calcare, fu creato in concomitanza con la costruzione del quartiere EUR di Roma. Lo stabilimento offriva lavoro a centinaia di operai, per lo più provenienti da Marcellina e San Polo dei Cavalieri. Alla fine anni ‘60, fu al centro di proteste operaie, scaturite dalle dure condizioni di lavoro. L’impianto venne dismesso nel 1975, ma le sue strutture restano ancora oggi una testimonianza dell’epoca industriale marcellinese. Tra il 2016 e il 2018, l’ex stabilimento è stato oggetto di un intervento artistico di riqualificazione intitolato “La Miniera d’Oro”, realizzato da Luis Gomez de Teran. L’opera si ispira al reportage fotografico “Facce di pietra” (1990) dell'architetto Romolo Belvedere, ideatore del progetto di valorizzazione della struttura. Il progetto ha trasformato i vecchi silos in spazi di memoria visiva, arricchiti da grandi ritratti murali dedicati a personaggi e lavoratori locali, restituendo alla comunità un pezzo importante della propria identità storica. (BIBR: BERNARDI 2025)
- TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 12-ICCD_MODI_8981625096471
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti
- ENTE SCHEDATORE Ass.ni Agrifoglio e Butteri
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0