Il Tufo Giallo Napoletano
Il Tufo Giallo Napoletano (TGN) è il prodotto della più grande eruzione freatopliniana dell’area campana. Si tratta di un deposito piroclastico costituito da pomici trachitiche immerse in una matrice ricca di zeoliti, formatesi dall’interazione tra vetri vulcanici e fluidi idromagmatici. Le sue peculiari caratteristiche litologiche e mineralogiche ne hanno favorito l’impiego come materiale da costruzione nell’area flegrea e nella Piana Campana.
Palma Sabbatino, Napoli – centro storico, esterni, 2025, fotografia digitale
Dettaglio di un paramento murario in blocchetti di Tufo Giallo Napoletano (TGN) di un edificio ubicato nel centro storico di Napoli.
dal Catalogo
L’intensa attività vulcanica che ha interessato la Campania ha profondamente influenzato la morfologia del territorio e lo sviluppo dell’architettura locale, determinando un ampio impiego dei materiali vulcanoclastici nell’edilizia storica. Tra questi, il TGN ha rappresentato per secoli il principale materiale da costruzione dell’area napoletana, grazie alla sua abbondante disponibilità, alla facilità di estrazione e lavorazione e alle favorevoli proprietà fisico-meccaniche.
Le testimonianze archeologiche ne attestano l’utilizzo già a partire dall’Eneolitico, mentre il suo sfruttamento sistematico ha contribuito a modellare sia il paesaggio urbano sia quello ipogeo della città. L’estrazione del tufo mediante cave sotterranee ha infatti dato origine a una complessa rete di cavità, successivamente riutilizzate come luoghi di culto e di sepoltura, infrastrutture viarie e opere idrauliche. Dall’età greca, documentata dalle sepolture in Tufo Giallo Napoletano dell’area di Materdei, fino all’epoca romana, quando il materiale fu impiegato nelle murature faccia a vista e nelle grandi opere ingegneristiche, il TGN costituì un elemento imprescindibile dell’edilizia napoletana. Dopo una fase di minore documentazione nel periodo medievale, il suo utilizzo conobbe una nuova stagione di diffusione in età angioina, trovando impiego nella costruzione dei principali complessi monumentali della città, tra cui Castel Sant’Elmo, Castel Nuovo e numerose basiliche gotiche. A partire dall’età moderna, l’impiego del tufo a vista diminuì progressivamente a favore di altre litologie locali, quali piperno, ignimbrite e trachite, pur mantenendo un ruolo fondamentale nella tradizione costruttiva e nell’identità storico-architettonica del territorio napoletano.
AS-MANN, sezione Disegni; Digitalizzazione: Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Progetto Dicolab
Mausoleo di Pianura, rilievo del prospetto con restituzione delle tecniche murarie, prospettiva zenitale. Stampa su poliestere, 1988. Segnatura archivistica RA/107 391, inv. 4926.
AS-MANN, sezione Disegni; Digitalizzazione: Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Progetto Dicolab
Documentazione grafica di scavo. Proiezione ortogonale di una facciata con restituzione delle tecniche murarie. Stampa su poliestere, 1988. Segnatura archivistica RA/107 391, inv. 4932.
AS-MANN, sezione Disegni; Digitalizzazione: Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Progetto Dicolab
Pianta dello scavo archeologico con restituzione planimetrica delle strutture murarie e della suddivisione delle aree di scavo. Stampa su poliestere in scala 1:100, 1988. Segnatura archivistica RA/107 391, inv. 4920.
AS-MANN, sezione Disegni; Digitalizzazione: Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Progetto Dicolab
Mausoleo di Pianura, ricerche archeologiche e documentazione fotografica negli anni 1988 e 1989 nell’area del Polo Artigianale. Veduta del monumento durante gli scavi, prima degli interventi di consolidamento e restauro.
AS-MANN, sezione Disegni; Digitalizzazione: Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Progetto Dicolab
‘’I ragazzi dello Scavo’’. Mausoleo di Pianura, ricerche archeologiche e documentazione fotografica negli anni 1988 e 1989 nell’area del Polo Artigianale. Veduta del monumento durante gli scavi, prima degli interventi di consolidamento e restauro.
AS-MANN, sezione Disegni; Digitalizzazione: Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Progetto Dicolab
Mausoleo di Pianura, ricerche archeologiche e documentazione fotografica negli anni 1988 e 1989 nell’area del Polo Artigianale. L’interno del monumento durante gli scavi, prima degli interventi di consolidamento e restauro.
Jean-Pierre Adam, Traduzione di Maria Paola Guidobaldi, prefazione di Mario Torelli (a cura di), L’arte di costruire presso i Romani, Milano, 1994 , p. 369
Claudio Scarpati, Paul D. Cole, Annamaria Perrotta, The Neapolitan Yellow Tuff – A Large Volume Multiphase Eruption from Campi Flegrei, Bullettin of Volcanology, vol. 55, Berlino, 1993 , pp. 343-356
Marina Covolan, Tufo Giallo. Cantieri di costruzione ed economia a Pompei., Roma, 2023 , p. 208
AA.VV., Maurizio De Gennaro, Domenico Calcaterra, Alessio Langella (a cura di), Il Tufo Giallo Napoletano (TGN), Le pietra storiche della Campania, dall’oblio alla riscoperta, 2013 , pp. 129-154
Bibliografia in rete
Il Tufo Giallo Napoletano, 20/06/2026 (LINK)