Il mausoleo romano di Pianura
Il quartiere di Pianura, annesso a Napoli nel 1927, conserva un rilevante patrimonio storico e archeologico, oggi segnato da diffusi fenomeni di degrado. Tra le testimonianze più significative figura un mausoleo funerario di epoca imperiale, rinvenuto tra il 1986 e il 1988 durante scavi per il Polo Artigianale. La scoperta, frutto delle indagini dirette dall’allora funzionario Giuseppe Vecchio, evidenzi il valore storico dell’area e la necessità della sua tutela e valorizzazione.
AS-MANN, sezione Disegni; Digitalizzazione: Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Progetto Dicolab
Mausoleo di Pianura, rilievo del prospetto con restituzione delle tecniche murarie. Stampa su poliestere, 1988. Segnatura archivistica RA/107 391, inv. 4930.
Il mausoleo di Pianura rappresenta una delle più significative testimonianze archeologiche di età romana conservate nel quartiere. Inserito all’interno di un recinto murario, l’edificio si sviluppava originariamente su due livelli ed è realizzato in opera vittata con blocchetti di tufo giallo. Il muro di recinzione meridionale, più spesso rispetto agli altri lati, ospita una scala in muratura composta da quattordici gradini che consentiva l’accesso al piano superiore, oggi quasi completamente perduto, del quale restano soltanto limitati lacerti murari riferibili a un ambiente quadrangolare.
Del piano inferiore si conserva un vano a pianta quadrata, mentre un secondo ambiente, disposto sul lato meridionale, è andato perduto. Le tracce di due volte a botte, impostate sui muri dell’ambiente occidentale, documentano il sistema originario di copertura. Sul muro occidentale è inoltre visibile parte del rivestimento interno in intonaco bianco su cocciopesto. L’accesso al vano, oggi tamponato, conserva gli stipiti e l’architrave realizzati con tre monoliti parallelepipedi.
Per caratteristiche architettoniche e posizione topografica, il monumento è identificabile come sepolcro monumentale di un insediamento agricolo situato nei pressi dell’attuale via Montagna Spaccata. Sebbene lo stato di conservazione ne limiti la piena lettura, gli elementi superstiti consentono di ipotizzare un mausoleo a pianta rettangolare inserito entro un recinto quadrangolare con ingresso sul lato occidentale. L’area compresa tra il recinto e l’edificio era pavimentata in cocciopesto. Il rinvenimento, negli strati sottostanti il piano di calpestio, di frammenti di ceramica sigillata aretina recanti bolli in planta pedis permette di collocare la costruzione del mausoleo verso la fine del I secolo d.C., contribuendo alla ricostruzione del paesaggio rurale romano dell’area nord-occidentale di Napoli.
BibliografiaGiuseppe Vecchio, AA.VV. (a cura di), L’attività archeologica nelle province di Napoli e Caserta - 1988, Un secolo di ricerche in Magna Grecia. Atti XXVIII del convegno di studi sulla Magna Grecia, Taranto, 1988