Nino Taranto, attore
positivo servizio,
post 1975 - ante 1990
- OGGETTO positivo servizio
-
SOGGETTO
Nino Taranto
-
MATERIA E TECNICA
pellicola
processi a distruzione di coloranti
-
MISURE
Misura del bene culturale 1500954649: 24x36 mm
-
CLASSIFICAZIONE
FOTOREPORTAGE
-
ATTRIBUZIONI
Alfa Press Service S.n.c. – Agenzia Fotogiornalistica (1975-1990): fotografo principale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO APS - Museo Didattico della Fotografia
- LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
- INDIRIZZO via San Domenico, Nocera Inferiore (SA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Nino Taranto nacque a Napoli al vico Carbonari nel quartiere Pendino il 28 agosto 1907, registrato con il nome di Antonio Eduardo. In età prescolare Taranto fu avviato alla musica dalla famiglia materna presso la sartoria paterna, luogo in cui gli zii Salvatore e Angelo Salomone e il prozio Ferdinando avevano formato un complesso strumentale con il quale dilettarsi durante le pause dal lavoro. La piccola orchestra trovava ingaggi dai clienti della sartoria in occasione di cerimonie. In tali circostanze Nino cominciò a mostrare la sua predisposizione vocale, a nove anni il fanciullo fu affidato al maestro Salvatore Capaldo, con il quale apprese l’arte del canto. Nel 1921 debuttò al teatro Centrale in occasione di ’Na camera affittata a tre, spettacolo seguito da un gran varietà a cui Taranto prese parte intonando brani di diverso carattere. Il 28 ottobre 1921 nacque il fratello Carlo, anch’egli divenuto poi caratterista. Dopo l’ingresso nella compagnia dei Piccoli guidata da Mimì Maggio al teatro Partenope, iniziò la sua incessante ascesa nel campo teatrale e dell’avanspettacolo. Dotato di forte inventiva e spontanea comicità, rinnovò il genere della macchietta grazie a una recitazione sempre equilibrata e una mimica incisiva che gli permisero di trasformare i protagonisti degli sketch musicali in personaggi rimasti celebri: Carlo Mazza, da Mazza, Pezza e Pizzo (1937), e Ciccio Formaggio, dall’omonima macchietta scritta espressamente per il cantante nel 1940.L’attività nel varietà proseguì senza sosta durante il periodo bellico segnando nuove importanti collaborazioni. accanto a Dolores Palumbo e alla milanese Dina Galli al Mediolanum di Milano. Nel 1946 ottenne il premio Maschera d’argento come miglior attore di rivista. Nello stesso anno portò al successo la canzone Dove sta Zazà? (Raffaele Cutolo - Giuseppe Cioffi, 1944) divenuta nel 1947 un film diretto da Giorgio Simonelli con protagonista lo stesso cantante affiancato da Isa Barzizza. Negli anni del dopoguerra il comico si affermò come il massimo esponente del cinema di rivista con numerosi film fino a I pompieri di Viggiù (1949) accanto al fratello Carlo e, per la prima volta, a Totò.Taranto fu anche interprete convincente di ruoli drammatici, come quello del professor De Francesco in Anni facili (1953, di Luigi Zampa), che alla Biennale di Venezia gli valse il Nastro d’argento come miglior attore protagonista. Negli anni Sessanta partecipò a numerosi film accanto ad Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Peppino De Filippo, Totò. Divenne comprimario di quest’ultimo rendendo perfetto equilibrio al duo, riuscendo a controbilanciare l’esuberanza del protagonista Totò con una vena umoristica distaccata e mai cinica: alla rappresentazione di personaggi acuti e composti, impersonati dalla figura statuaria dell’attore allora cinquantenne, corrispose una recitazione sempre pertinente e una gestualità misurata. La versatilità di Taranto si fece evidente in Totòtruffa ’62 (1961, di Camillo Mastrocinque), in cui l’attore interpretò ruoli diversi nei vari sketch del film. L’attore concluse la sua carriera sui palcoscenici napoletani accanto a Luisa Conte, con la quale lavorò all’interno della compagnia stabile del teatro Sannazaro. Per varie stagioni consecutive i due dedicarono ancora ampio spazio al repertorio di Viviani, la cui opera Lo sposalizio rappresentò l’ultima interpretazione dell’attore sul palcoscenico nell’aprile del 1985. Allo stesso anno risale anche la sua ultima apparizione televisiva, nel programma che la RAI decise di dedicargli: Taranto Story, una monografia in quattro puntate in cui veniva ripercorsa la sua carriera. Si ritirò dalle scene a causa di una neoplasia polmonare già operata nel 1981 ma recidivata nel 1985. Morì nella sua casa di Parco Grifeo in corso Vittorio Emanuele a Napoli il 23 febbraio 1986. I funerali si svolsero presso la chiesa di S. Ferdinando alla presenza di familiari, autorità,personaggi dello spettacolo e una folla di concittadini. I giornali ne annunciarono la scomparsa ricordandolo come uno dei pochi attori napoletani non popolareschi ma autenticamente popolari, artista poliedrico, attore comico e drammatico, cantante melodico e macchiettista, personaggio ironico e presentatore arguto. Da https://www.treccani.it/enciclopedia/nino-taranto_(Dizionario-Biografico)/
- TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500954649
- NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000245_DIA_001 A JOV_000245_DIA_004
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
- ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0