Madonna del Rosario tra i Santi Domenico, Rosa da Lima, Francesco e Caterina e i misteri. Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina, santi e misteri del rosario
Della tela rimane soltanto il corpo centrale; sono andati, infatti, dispersi gli episodi della vita di Cristo. La scena centrale presenta la Madonna del Rosario, disposta su una nuvola, incoronata da una coppia di angeli, che porge il rosario ai santi posti alla sua destra e, cioè, S. Domenico e S. Francesco, rappresentato in primo piano in ginocchio. Per ragioni di simmetria, a sinistra della Vergine sono state dipinte, in primo piano e in ginocchio, S. Caterina da Siena (si osservi il giglio posto nella sua mano sinistra), ed in secondo piano, S. Rosa da Lima, identificabile grazie ad una corona di rose che sembra essere posta sulla testa. Gli angeli indossano una tunichetta che li copre sino al ginocchio, hanno le ali spiegate, e reggono nella mano destra il rosario
- OGGETTO pala d'altare
-
MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
-
MISURE
Altezza: 189
Larghezza: 109
- AMBITO CULTURALE Bottega Italia Meridionale
- LOCALIZZAZIONE Matera (MT)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La tela, come dimostra la foto (E 13451), era collocata sull'alzata del secondo altare della navata destra; trafugata tra il 27/ 28 ottobre 1978, è stata ritrovata, priva delle storie della vita di Cristo e di Maria e ritirata dai CC. di Firenze il 4/5/1995. Il soggetto di questo dipinto è la Madonna del Rosario, adorata da S. Domenico, S. Francesco, S. Rosa da Lima e S. Caterina da Siena. Vengono scelti santi cari ai francescani, giunti a Calvello nel 1588 (De Bonis, 1982, p. 24); in particolare, oltre a S. Francesco e a S. Domenico, vengono scelte S. Caterina e S. Rosa da Lima, entrambe terziarie domenicane, vissute in epoche differenti (a distanza più di duecento anni), ma unite dal profondo amore verso Cristo, tanto che proprio S. Rosa scelse S. Caterina a modello della sua esistenza (Farmer, 1989, p. 383). Purtroppo l'opera è velinata, in attesa di restauro. Per la proposta di datazione si è considerata la foto, qui allegata, elemento che limita l'analisi stilistica, costituendo un limite per una più precisa datazione dell'opera. Come già detto, la presenza di S. Rosa (la santa dietro S. Caterina sembra avere il capo cinto di rose), canonizzata nel 1671 (Farmer, 1989, p. 383), ci fornisce un limite post quem per quest'opera; sappiamo, inoltre, che essa si trovava nell'alzata del secondo altare della navata destra, altare realizzato nel sec. XVIII (Petrizzi, 1996, p. 60), probabilmente nel terzo quarto. L'opera si inserisce perfettamente all'interno dell'altare, tanto da far pensare o che sia stata commissionata per questo, o che fosse preesistente e che l'altare l'abbia contenuta in un secondo momento, anche se, come si è accennato, ragioni storiche non ne permettono una datazione anteriore alla fine del sec. XVII. Inoltre, anche l'analisi stilistica, difficile, visto il suo stato di conservazione, parrebbe indirizzare verso una datazione a cavallo tra i secoli: le fugure mostrano, infatti, una naturalezza, una morbidezza degli incarnati che fanno pensare che l'opera sia stata realizzata da un artista locale, che conosceva certamente opere precedenti (si veda il modo in cui è organizzata la scena, si osservino le scene che fanno da cornice alla Madonna del Rosario che rimandano, per esempio, alla Madonna del Rosario, presente nella chiesa di S. Giovanni Battista a Chiaromonte, opera da Grelle ritenuta della fine del sec. XVI ed attribuita ad Aniello de Laudello; Grelle, 2001, p. 90). D'altra parte, questo tema è diffusissimo nel sec. XVII, in tutta l'Italia meridionale. Inoltre, punti di contatto generici e indicativi, tra l'altro, solo del clima culturale in cui il pittore matura, sembrano esserci con opere di Paolo De Matteis, pittore attivo tra la fine del sec. XVII-inizi XVIII (Grelle, 2001, p. 130), soprattutto nella figura di S. Domenico. Si tratta evidentemente di pittore provinciale che, credo, realizzi quest'opera cavallo tra i due secoli; certamente per una datazione più precisa si dovrà attendere il restauro dell'opera
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1700135447
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0