decorazione plastico-architettonica - bottega Italia meridionale (sec. XVIII)
Sagrato a disegno curvilineo in pietra calcarea; la fronte è movimentata da motivi decorativi di fregi aggettanti e capitelli ed è ritmata da quattro paraste. La parte inferiore è articolata dal portale, delimitato da volute e motivi fitomorfici, in asse, si apre una grande finestra mistilinea sottolineata da cornicione aggettante e da decorazioni scultoree; ai lati altre due finestre in scala ridotta che si ripetono sui corpi laterali. Sulla cimasa dei due corpi laterali sono poste le statue di S. Antonio (a destra) e S. Francesco. Nella parte centrale, sopraelevata, si apre al centro un'edicola mistilinea, delimitata da un ricco panneggio retto da putti e volute, nella quale è posta la statua dell'Immacolata. La cimasa, caratterizzata da un cornicione mistilineo aggettante, presenta nella parte centrale un motivo decorativo di volute con iscrizione e croce centrale in ferro. Ai lati due ricchi pennacchi
- OGGETTO decorazione plastico-architettonica
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MATERIA E TECNICA
PIETRA
- AMBITO CULTURALE Bottega Italia Meridionale
- LOCALIZZAZIONE Matera (MT)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Le antiche cronache della città di Matera sono concordi nel far risalire la fondazione della chiesa al 1200 ad opera "dello stesso Patriarca" sull'antico tempio ipogeo di S. Pietro e Paolo, ma tale ipotesi sarebbe subito smentita da un'attenta lettura delle fonti agiografiche di S. Francesco, che come si sa inizia l'attività missionaria dopo l'approvazione orale della regola da papa Innocenzo III nel 1210. Un'interpretazione possibile dei resoconti dei cronisti materani fa pensare ad un insediamento di una comunità monastica francescana a Matera nel preesistente complesso ipogeo dei Santi Pietro e Paolo intorno alla prima metà del XIII secolo. Probabilmente tale comunità comincia ad edificare la prima chiesa sub divo tra il 1250 e il 1300 circa. A tal fine sembra opportuno stabilire il rapporto cronologico e funzionale degli elementi architettonici del corpo di fabbrica adiacente all'abside "cella campanaria" caratterizzati da volte a crociera profilata da costoloni ipostati su peducci scolpiti sulla cui parete destra si trova un'arcata caratterizzata all'esterno da una fuga di archeggiature cieche, da una stretta monofora sguanciata e decorata con il giglio angioino e da un portaletto trilobato oggi tompagnato, tutti elementi che collocano il manufatto alla metà del XIII secolo. Si è giunti ad ipotizzare che l'antica chiesa era posta in senso ortogonale all'attuale, con la prospettiva rivolta verso la civita, alla cui facciata fu addossata la cella campanaria tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo. In questo periodo è da collocare la cstruzione della nuova chiesa con caratteristiche comuni all'architettura minorita. Tra il XV e il XVI secolo si attua l'ampiamento dell'impianto monoaulato del tempio mediante la costruzione delle cappelle laterali di sinistra; quelle di destra vennero realizzate alla fine del XVI secolo. Nel XVII sec. il mecenatismo di Mons. Lanfranchi e di Bernardino Martinis permise di attuare dei miglioramenti e restauri alla chiesa che interessano altari, finestre, il tetto e le tempiature. A questi lavori seguirono quelli di ricostruzione della facciata. Dal punto di vista stilistico la facciata rappresenta un raffinato prodotto della cultura tardo-barocca. La sua superficie si dilata ad accogliere sottili giochi di luce che diventa colore, plastica, nodo strutturale. Nei primi decenni del 1900 viene eliminato il sagrato della chiesa e la scalinata originaria a disegno curvilineo, sostituita da una rampa incoerente con il carattere della facciata
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1700038787
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
- ENTE SCHEDATORE C 337 (L.160/88)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0