San Martino dona parte del mantello al povero

pastorale

Pastorale con riccio figurato. Il fusto si articola in tre parti cilindriche, decorate a rombi con fiore all'internoe separate da anelli. Elemento di raccordo tra il fusto e la parte superioreè un pilastrino esagonale, con lesene decorate a candelabre, posto su una baseincisa e terminante in un ampio capitello che sorregge il tempietto a due ordini. In basso ci sono sei edicole, con candelabre all'interno, separate da contrafforti e coperte da cuspidi; in alto bifore chiuse da un oculo e da un arco carenato.Il ricciolo presenta due lamine granite applicate mediante bottoni; termina in una base esagonale che ospita il magnifico gruppo scultoreo con S. Martino a cavallo che dona il mantello al povero. La parte esterna del ricciolo è ornatacon foglie e girali

  • OGGETTO pastorale
  • MATERIA E TECNICA argento (?)/ fusione/ sbalzo/ bulinatura/ doratura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Lucchese
  • LOCALIZZAZIONE Lucca (LU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il pastorale fu realizzato negli stessi anni del reliquiario di S. Sebastiano, insieme a questo, infatti, è citato nell'inventario del 1492. Al momento di questa inventariazione era "presente messer Lorenzo Trenta archidiacono". Il Ridolfi, nel 1882, pensava che il gruppo scultoreo fosse stato rifatto durante il sec. XVI. Il Campetti collegava l' opera a Felino Sandei; nel 1936 il Morassi faceva una giusta attribuzione al Marti, ma spostava la data di realizzazione al 1509. Nel 1798 ancora esistevano le statuine di santi nel nodo a forma di tempietto, poi sostituite con pinnacoli. Come opera del Marti venne citato dalla Belli Barsali (1953) e dal Rossi (1956); nella mostra del 1957 l'asta del reliquiario fu ritenuta di fattura più antica, rispetto al nodo, assegnato ad orafo tedesco, e al riccio opera di artista vicino ai modi del Verrocchio o del Pollaiolo. Fu il Ragghianti (1960) a precisare che il gruppo di S. Martino e il povero, ritenuto di anni attorno al 1480, era di piena cultura verrocchiesca così come le sfingi e putti del reliquiario di S. Sebastiano. L'intervento del Ragghianti fu accettato sia nella mostra del 1970 che dalla Baracchini e dal Caleca nel 1973 i quali, inoltre, ipotizzarono che il pastorale fosse stato realizzato per Stefano Trenta. Nel 1993 la Baracchini e la Russo ribadivano l'ascendenza verrocchiesca del gruppo scultoreo nel ricciolo, ritenuto inspiegabile senza un riferimento al cavallo del monumento Colleoni e al carnefice del Battista nell'altare del Battistero fiorentino per la 'ponderatio' scelta per la figura del povero
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900556698
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara
  • ISCRIZIONI cornice del ricciolo, in basso - OPA S + - lettere capitali - a incisione -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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