Sansone e Dalila

dipinto 1606 - 1606

La tela rappresenta un episodio verotestamentario tratto dal libro dei Giudici (16, 4-20). Dopo diversi tentativi compiuti dai Filistei per catturare Sansone, giudice d'Israele, dotato di una potenza fisica prodigiosa, questi corrompono Dalila, di cui Sansone si è invaghito, affinché lo induca a rivelarle l'origene della sua forza. Sansone, dopo averla raggirata per ben tre volte, alla fine le confessa che la sua energia gli deriva dai lunghi capelli mai tagliati fin dalla nascita. Il dipinto ritrae dunque Dalila che, approffittando del sonno cui Sansone, fiducioso, si è abbandonato, lo rade e lo priva così della sua forza permettendone la cattura e causandone, indirettamente, la morte. La scena è inserita in un ambiente buio, che si apre su una veduta di architetture classiche. Dalila, adorna di gioielli, è raffigurata in sontuose vesti di seta verde e rosa ricamata. Sansone è raffigurato con una veste gialla e con un panno blu che gli cinge i fianchi, ai piedi calzari rossi

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Sigismondi Pietro (/ 1623)
  • LOCALIZZAZIONE Lucca (LU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nel corso del tempo a questo tema biblico è stato attribuito anche un significatoprofano, allusivo alla fine cui è destinato l'uomo che si lascia dominare dalladonna. La mascella d'asino ai piedi di Dalila, in primo piano, evoca l'armaestemporanea usata da Sansone per uccidere i Filistei prima della sua prigionia.Quest'opera è stata di recente pubblicata da Roberto Contini, che la ritiene" inesplicabile nei dati stilistici e nella precocità cronologica", capolavorodell'artista tra i pezzi che ne costituiscono l'esiguo catalogo. Contini sottolineaanche come il " naturalismo in chiaro" che qualifica il dipinto sia in clamorosoanticipo rispetto alle prove linguisticamente affini, prodotte più tardi inambito fiorentino. Essendo del tutto sprovvisti di dati documentari relativial periodo iniziale del pittore, possiamo supporre per via induttiva le possibilifrequentazioni che lo hanno indirizzato all'elaborazione di un lnguaggio nitido,levigato e come raggelato da una luce cristallina. L'ambiente artistico lucchesetra Cinque e Seicento,non doveva offrire stimoli particolarmente seducenti.Essendo emigrati altrove gli esponenti autoctoni della scuola pittorica locale,il campo si presentava favorevole per l'invio e la produzione in loco di opereda parte di autori forestieri, soprattutto fiorentini e senesi, che così infuseronuova linfa allo stanco milieu cultirale lucchese, che, rinvigorito, non mancòdi dare i suoi frutti inoltrandosi nel Seicento. Lo stesso Contini formula unateoria sulla base degli elementi stilistici emergenti nel Sansone e Dalila esuppone che l'educazione del Sigimondi vada ricondotta all'ambiente romano difine Cinquecento, con particolare riferimento al mondo zuccaresco, dove " solidefigurazioni controriformate di aspetto pienamente naturalistico condite da attenzioniluministiche non erano difficili da incontrare." E' inoltre necessario sottolinearel'incidenza che sul pittore dovette avere la contemporanea permanenza nell'urbedi un non trascurabile numero di pittori fiorentini partecipi dello stesso climaculturale. Dai lavori del Cigoli e del Rosselli può pervenire il gusto per ladescrizione insistita e compiaciuta delle sete e della parure di gioielli cheadornano Dalila, mentre col Vannini condivide il cromatismo prezioso, i coloripuri, smaltati, di sapore minerale. Inoltre la nitidezza dell'illuminazionee la perspicuità ottica che ci restituisce con buona attendibilità la variabileconsi- stenza materica delle diverse superfici, elementi sorprendenti in relazionealla precoce datazione, trovano un parallelo significativo nei prodotti delCommodi e del Tarchiani, così come le classiche architetture che compaiono sulfondo appartengono ad una tipologia ricorrente nei dipinti fiorentini del primoSei- cento. L'indirizzo così marcatamente filofiorentino ravvisabile nei modidel Sigismondi trova un riscontro documentario nella notizia diffusa da PatriziaGiusti circa l'iscrizione del Nostro all' Accademia del Disegno nel 1615, datoche di per se stesso non permette di escludere che questi, già in precedenza,avesse potuto stabilire, non sappiamo se direttamente in loco o nella cittàpapale o ancora a Lucca, proficui contatti con certi esponenti del mondo figurativofiorentino. Allo stato attuale delle ricerche, dunque, la tela della Banca delMonte si segnala come capolavoro dalla singolare modernità, provvisto di unatale dignità qualitativa da indurre a pensare, con il Contini, che il Sigismondi"sia stato protagonista occulto nella Roma del primo decennio" del Seicento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900555858
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara
  • ISCRIZIONI PETRUS SIGISMONDIUS LUCENSIS PINGE 1606 - lettere capitali - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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