salterio innario di Viviano - ambito lucchese (sec. XIII)
salterio innario
ca 1288 - ca 1288
Viviano (notizie 1288)
notizie 1288
Codice composto da cc. III+172; scrittura gotica. L'apparato illustrativo è ristretto, e comprende iniziali miniate, semplicemente decorate e figurate. Queste corrispondono a una tipologia invalsa nella seconda metà del Duecento. Di modeste dimensioni, sono costruite su riquadrature regolari, che si espandono all'esterno con brevi appendici vegetali o più raramente con drôleries
- OGGETTO salterio innario
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MATERIA E TECNICA
pergamena/ pittura a tempera
- AMBITO CULTURALE Ambito Lucchese
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ATTRIBUZIONI
Viviano (notizie 1288): scriba
- LOCALIZZAZIONE Lucca (LU)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Tra le non poche testimonianze di codici miniati lucchesi duecenteschi, il Salterio spicca per la rara circostanza di recare una scritta col nome dello scriba e con la data 1288. La presenza di festività dedicate a santi lucchesi (Gervasio e Protasio, Senesio, Pantaleone, la Translatio Sancti Martini), fa supporre un'originaria destinazione a una chiesa lucchese. La data 1288 è da interpretare come l'anno in cui venne terminata la scrittura del testo; va precisato, tuttavia, che nel codice compaiono altre note, riportabili alla stessa mano, datate al terzo decennio del Trecento. L'apparato illustrativo piuttosto modesto trova riscontro nella qualità delle singole iniziali dipinte; queste sono contraddistinte da una certa abilità illustrativa, combinata con formulari correnti, che optano per scelte sintetiche e codificate, pur in una generale eleganza formale. Le componenti riscontrabili nello stile del miniatore afferiscono decisamente al lessico proprio della produzione di livello medio, della miniatura bolognese; questa costituisce infatti, dalla metà del Duecento, un vero modello normativo, anche per la situazione toscana e lucchese in particolare. Il radicale emiliano è individuabile nella struttura della lettera, nelle sue decorazioni figurate, nella presenza delle sporadiche drôleries: un formulario rapido ma realistico, che nel manoscritto lucchese appare tuttavia combinato con elementi grafici più sottili, di gusto francesizzante. Il riferimento a Bologna si precisa in opere che discendono dal modello della Bibbia della Nationale di Parigi (Ms. Lat. 22), prototipo del cosiddetto "primo stile" della miniatura bolognese della seconda metà del secolo. In modo particolare, i confronti più convincenti risultano quelli con opere degli anni '70 e '90, e cioè con il Ms. D.I.13 della Nazionale di Torino e con la Bibbia della Biblioteca Marciana di Venezia (Ms. Lat. Z.6): comuni sono inafatti, non solo il formato delle iniziali, quadrangolari e circoscritte, ma la struttura rigonfia delle lettere e la tipologia dei racemi. Tuttavia, rispetto a queste opere il codice lucchese appare meno sofisticato, e sostanzialmente manufatto di qualità più modesta, probabilmente riconducibile ad un miniatore locale informato sulle esperienze emiliane che certamente dovevano avere larga circolazione anche in questa porzione della Toscana. Peraltro, nella stessa Lucca, a questa data, si riscontrano produzioni analogamente informate alla cultura libraria emiliana; queste sono testimoniate dall'Antifonario Ms. 2654 della Biblioteca Statale (che stabilisce rapporti con il Ms. 59 della Biblioteca Comunale di Piacenza), e dal manoscritto prototrecentesco delle Decretales (Biblioteca Capitolare, Ms. 287), forse proprio di esecuzione bolognese. Il filone si distingue in tal modo da quello, parallelo e altrettanto vivo in città, informato alla più tradizionale cultura bizantina, esemplificato dalla serie dei cinque corali della sacrestia della basilica di San Frediano
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900526876
- NUMERO D'INVENTARIO Ms. 4
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara
- ISCRIZIONI a c. 168 - VIVIANUS FILIUS PRESBITERI GUIDONIS QUI HOC PSALTERIUM SCRIPSIT PRO ANIMA SUA ET PRO REMISSIONE SUORUM PECCATORUM, IN MCCLXXXVIII, INDICTIONE PRIMA - caratteri gotici -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0