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dipinto post 1484 - ante 1490

Architetture: tempio; palazzo. Animali: cavalli; cane. Personaggi: Elisabetta; Maria

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • AMBITO CULTURALE Ambito Lucchese
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Francesco Di Giorgio Martini
    Neroccio Di Bartolomeo De' Landi
    Pacchiarotto
    Scuola Senese Del Sec Xv
    Scuola Toscana Del Sec. Xv
    Luca Da Montalcino (?)
    Autore Lucchese Del Sec. Xv
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Nazionale di Villa Guinigi
  • LOCALIZZAZIONE Villa Guinigi
  • INDIRIZZO via della Quarquonia, 4, Lucca (LU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE All'inizio del secolo la critica dedicò una certa attenzione a questo dipinto riferendolo all'ambito senese di Francesco di Giorgio (cfr. Hartlaub 1940), o del Pacchiarotto (cfr. Vavasour 1910, Van Marle 1937, Longhi 1940) o di Neroccio (Bernardini 1912). Ad indicazioni più generali quali 'scuola toscana del sec. XV (cfr. Campetti 1909) ne seguirono alcune più acute quali quelle delle Ross/ Erichsen (1912) che sugli influssi senesi vedevano riflessi di Botticini e Botticelli. Indubbiamente il dipinto si presenta come il risultato di una cultura eterogenea nella quale la componente senese si evince soprattutto nelle fisionomie delle figure e nel tratto nervoso delle anatomie nonché nella distribuzione delle architetture sullo sfondo che effettivamente possono ricordare i modi del Martini o di Neroccio. E' altresì da sottolineare, in accordo con quanto già proponevano le Ross/ Erichsen, come elementi di gusto fiorentino non siano assenti in questo dipinto: gli angeli e la stessa composizione possono davvero rimandare alla cultura medicea fra VIII e IX decennio senza scartare derivazioni da Piero della Francesca (cfr. Museo nazionale Villa Guinigi, 1968) nell'impostazione speculare degli angeli reggitenda che risultano una variazione ad un tema avviato già nel VI decennio da Andrea del Castagno e da Piero (es. la Madonna del parto di Monterchi). L'anonimo autore di questa interessante e pregiata tavola risulta motivato da molteplici interessi, dunque perfettamente inseribile nell'ambito lucchese di secondo Quattrocento. La cifra stilistica però appare difficilmente accostabile agli altri maestri noti di fine XV sec. L'artista lucchese maggiormente influenzato dalle soluzioni senesi è certamente Michele Ciampanti che però già a partire dagli anni '70 accoglie suggestioni filippinesche e botticelliane di tale intensità che male si accordano con questo tipo di opera che rimane meno implicata da meditazioni su questi pittori. La presenza a Lucca di Neroccio fra 1481 e 1482 non deve, a mio avviso, spingere in direzione di un'attribuzione ma può invece dare indicazioni utili per quanto riguarda le possibili aperture di gusto nei pittori autoctoni. Ricaviamo infatti dai documenti pittorici rimasti come i maestri lucchesi riuscissero a meditare profondamente sulle esperienze artistiche forestiere: nel giro di pochi anni, all'inizio del IX decennio, non solo Neroccio si trovava a Lucca. In duomo veniva collocata la tavola del Ghirlandaio e fra 1482 e 1483 Filippino Lippi lavorava in città lasciando almeno due opere di straordinaria importanza. E' a seguito di questo rinnovato fermento che dovrebbe collocarsi questa tavola, quasi sicuramente databile dopo il 1482 (se non dopo il 1484). Si osserva infatti come la struttura architettonica a sinistra sia chiaramente ispirata al tempietto del Volto Santo che Matteo Civitali realizzò in duomo fra l'82e l'84. Sappiamo che Domenico Bertini, committente di quell'opera, mutò l'iniziale progetto a pianta quadrata nell'attuale a pianta ottagona proprio in quegli anni e se osserviamo nel dipinto la cupola a scaglie di pesce ritroviamo pressoché la stessa struttura. Si suppone dunque una datazione successiva all'esecuzione del tempio civitalesco senza per altro proporre una paternità. Va infatti scartata, almeno per ora, la proposta, avanzata con riserva di dubbio, di attribuire l'opera a tale Luca da Montalcino, pittore di area senese molto attivo a Lucca (come si ricava dai documenti cfr. Concioni/ Ferri/ Ghilarducci 1988) ma di cui nulla perviene
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900523893
  • NUMERO D'INVENTARIO 156
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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