aspersorio - bottega fiorentina, bottega veneziana (sec. XVI)
Aspersorio monumentale. Quattro elementi troncopiramidali in cristallo di rocca a sezione esagonale sono raccordati da nodi intagliati a forma di rosa stilizzata, costituendo il manico dell'aspersorio. I cristalli, di notevole purezza, sono legati da fascette modanate definite da baccellature piatte a doppio profilo. Ogni segmento, forato, è imperniato su uno stelo a sezione rotonda che termina nel grosso pomo. Quest'ultimo, restaurato in epoca moderna in occasione della sostituzione delle setole, è ornato, nella calotta inferiore, da eleganti baccellature sbalzate che in parte si aprono scoprendo una fila di grani. Un raccordo in lamina a forma di calice dentellato unisce il pomo al nodo più prossimo accentuandone le somiglianze con una melagrana. Tutti gli elementi della struttura sono tenuti fermi da un piccolo elemento a corolla (dotato di anello passante) che si avvita all'anima metallica all'estremità dell'impugnatura dell'aspersorio
- OGGETTO aspersorio
- AMBITO CULTURALE Bottega Fiorentina Bottega Veneziana
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'aspersorio, per le dimensioni 'monumentali' e per la preziosità del materiale che lo costituisce ben si colloca nel tesoro di una cattedrale. In effetti è conservato nella Guardaroba del Duomo solo dal 1968: in precedenza suoi custodi erano i canonici della Cattedrale, che l'avevano ricevuto in dono il 30 maggio del 1541 dell'Arcidiacono Francesco Minerbetti insieme ad altri oggetti: un campanello, un bossolo e una 'bacinella par raccogliere Partiti' ovvero un vaso e un vassoio in cui raccogliere e poggiare le fave bianche o nere delle votazioni. La ragione del lascito è ancora ignota , dal momento che le filze cinquecentesche dell'archivio capitolare sono alluvionate ma, dato che il Minerbetti, imparentato col duca Cosimo de' Medici, era un membro influente del capitolo ed era ancora in vita alla data della donazione, è probabile che il dono fosse un legato ai canonici in occasione della sua elezione a più alto incarico (vescovo di arezzo ?). Attualmente l'aspersorio è riposto entro una custodia moderna (almeno la parte superiore) rivestita di pelle nera, appositamente confezionata per il delicato oggetto, che risiede in un profondo alloggiamento sagomato sulla sua forma; nel 1797 stava invece in una custodia di sommacco rosso con l'arme del capitolo (Scansia L. c. 224r; e cfr. Partiti C. c. 19). I nodi in cristallo di rocca, lavorati a spigoli vivi, furono quasi senz'altro intagliati da intagliatori del nord italia (durante la prima metà del XVI secolo i centri italiani dove di eseguivano questi lavori erano principalmente Venezia e Milano) ma l'oggetto potrebbe essere stato assemblato nell'Italia centrale, probabilmente a Firenze, come suggeriscono gli ornati di ascendenza classica organizzati in maniera creativa e raffinata, come le baccellature incorniciate ed eseguite in forte rilievo che compaiono spesso sui nodi dei reliquiari e su altre suppellettili liturgiche eseguite dalla seconda metà del Quattrocento in poi. Possibile anche che i cristalli che compongono attualmente l'oggetto fossero lavorati in epoche precedenti e che costituissero in origine gli elementi di una croce: le testimonianze iconografiche e gli inventari quattrocenteschi di chiese fiorentine ci informano di numerose croci processionali in cristallo di rocca che sfortunatamente non sono giunte fino a noi, ma sono state smontate perchè rotte e i loro pezzi dispersi. Un oggetto che ha diversi punti in comune con l'aspersorio (prismi di quarzo ialino a sezioni poligonali, è il reliquiario-ostensorio in cristallo di rocca conservato in Santa maria Novella). L'aspersorio del Capitolo fu utilizzato in Duomo durante la notte di Natale del 1966 per la solenne veglia presieduta dal papa Paolo Vi e durante la visita del pontefice Giovanni paolo II
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347646
- DATA DI COMPILAZIONE 2000
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0