crocifisso - ambito italiano (fine sec. XVI)
crocifisso
1590 - 1599
La base architettonica, di legno impiallacciato in ebano, a forma di tempietto, è ornata di statuine a tutto tondo e bassorilievi in bronzo dorato raffiguranti, entro la nicchia centrale, Gesù deposto con la Madonna e Maria Maddalena, nel timpano la testa di un cherubino. Ai lati, sopra una mensola, a sinistra è rappresentata la Madonna, a destra San Giovanni Battista, entrambi in piedi. Sui pannelli della base ci sono bassorilievi della Passione: al centro Gesù flagellato da manigoldi, ai lati due coppie di angeli, coi simboli della Passione. Il Cristo, d'avorio, presenta capo riverso verso la spalla destra ed è fissato alla croce d'ebano con quattro chiodi. Un ricco perizoma svolazzante è trattenuto al corpo del Cristo con una cordicella
- OGGETTO crocifisso
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MATERIA E TECNICA
Avorio
legno/ impiallacciatura in ebano
- AMBITO CULTURALE Ambito Italiano
- LOCALIZZAZIONE Piacenza (PC)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il Crocifisso apparteneva al cardinale Alberoni, come risulta dall'inventario dei suoi beni del Palazzo di Roma: era collocato nella quarta anticamera d'udienza mobile, ma risulta spedito a Piacenza fin dal 1744. Era forse destinato alla Chiesa di S. Lazzaro, mentre, secondo Rossi, alla sacrestia, come lascerebbe supporre la rientranza a forma di croce al centro della parete di legno, sopra il banco centrale (Rossi, III, 1978, p. 125). Durante la guerra austro-spagnola, nel corso della quale andò distrutta la fabbrica del Collegio, il Crocifisso era stato dato in deposito dall'Alberoni alle monache di Valverde a Piacenza, come risulta da una nota di Adamo Visai, aiutante di camera del Prelato. Fu collocato infine nella sacrestia della chiesa nel 1751 quando entrarono nel Collegio i primi alunni e là rimase fino al luglio 1959 quando fu rubato. Ritrovato in provincia di Padova due mesi dopo, fu restituito al Collegio con solenne cerimonia celebrata in settembre e fu collocato in Galleria. Rossi attribuì sia il Crocifisso che i bronzi al Giambologna (Ibidem, pp. 121-126), ma tale proposta non è stata accettata dagli studiosi. L'opera scultorea segue l'iconografia del Dio vivente, diffusa dal prototipo dell'Algardi; anche il motivo del perizoma, drappeggiato e trattenuto da una cordicella, ebbe enorme fortuna nel tardo Cinquecento. E' un'opera che, su base stilistica, va riferita agli ultimi anni del Cinquecento; secondo l'ipotesi di Arisi "venne eseguita in ambiente romano" (Arisi - Mezzadri, 1990, p. 382)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800306813
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- DATA DI COMPILAZIONE 1995
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0