decorazione plastico-architettonica - ambito piacentino (inizio sec. XVII)

decorazione plastico-architettonica 1600 - 1610

La decorazione occupa la centina e piedritti con cui la Cappella della Concezione si affaccia sulla II campata destra. Le brevi ante di muro sono trasformate in ante polistile, con lesene esterne su alti plinti coronate da capitelli compositi, e piedritti interni trattati come membrature autonome, ma coronati da uguali capitelli; le lesene esterne presentano una decorazione tripartita a rilievo con al centro figure femmilili con i simboli della Passione, inferiormente cariatidi, superiormente canefore reggenti encarpi con arti a tralci e girali. Al di sopra si snoda la decorazione dell'archivolto con puttini tra nubi, simmetricamente disposti, a reggere un drappo che si diparte dalla sommità ove è la raffigurazione di Dio Padre. Nell'intradosso dell'arco figurazioni a grottesche si alternano ad allegorie delle Virtù: nei piedritti Prudenza e Giustizia a sinistra, Fortezza e Temperanza a destra; nell'imbotte Fede, Speranza e Carità. Rilievi in stucco bianco su fondo azzurro

  • OGGETTO decorazione plastico-architettonica
  • MATERIA E TECNICA stucco/ modellatura/ pittura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piacentino
  • LOCALIZZAZIONE Piacenza (PC)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il problema del raccordo tra lo spazio della navata e quello della cappella si proietta nella decorazione nel passaggio dall'arco ad ogiva della volta a quello a tutto sesto della cappella: esso si attua grazie al motivo del tendaggio, che neutralizza la concavità e ne tronca l'ampiezza con la rapida caduta verticale degli ornati. In tal modo è come se la navata si arrestasse sulla soglia di un proscenio, isolando la cappella dal corpo basilicale e al contempo esaltandone la veduta. Il lavoro si mostra opera di passaggio, assommando un vocabolario manierista, pregno di gusto allegorico e metaforico, ad una sintassi rinascimentale incentrata su assialità e simmetria, mentre anticipazione del Barocco è l'intento scenografico di piena emancipazione dell'ornamentazione. Punto di fusione risulta essere una delicata sensibilità plastica, articolata ma non estenuata dalla musicalità della linea. L'autore non sembra identificabile col più misurato scultore dell'altare della Concezione, risultando questi stucchi meno sobri e maestosi di quello; è ipotizzabile una diretta parentela con la cappella di S. Antonio, probabilmente nella sua prima, più dimessa versione. L'epoca della decorazione non supera così il primo decennio del XVII secolo. Anche questi stucchi hanno rischiato di essere eliminati nel corso dei restauri del 1898-1901, che prevedevano la riduzione dell'apertura della cappella con conseguente distruzione degli ornati; fortunatamente la Giunta Superiore di Belle Arti poneva il veto al progetto in data 8 febbraio 1899
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800154602
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • DATA DI COMPILAZIONE 1980
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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