Santa Lucia e storie della sua vita

dipinto

Il dipinto - forse anticamente un paliotto d'altare, destinato ad un monastero femminile per via della raffigurazione della monaca nella sezione inferiore - si presenta come un'opera unitaria ma suddivisa in diversi scomparti laterali, separati da una sottile cornice, che alternano episodi della vita della santa

  • OGGETTO dipinto
  • AMBITO CULTURALE Produzione Veneziana
  • ATTRIBUZIONI Quirizio Di Giovanni Da Murano (documentato A Venezia Tra 1461 E 1478): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Roverella
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Roverella
  • INDIRIZZO via Laurenti 8/10, Rovigo (RO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La prima testimonianza pervenutaci è del Bartoli (1793), che la qualifica come opera stilisticamente vicina allo stile di Albrecht Durer e la colloca presso Palazzo Campanari a Rovigo. Sono ignote le circostanze che l’hanno portata alla collezione Silvestri – dove, nel 1871, avevano occasione di vederla Crowe e Cavalcaselle – da cui poi è confluita nel patrimonio dell’Accademia dei Concordi nel 1876-1877. L’autografia non è mai stata posta in discussione, né la datazione (sebbene Bartoli all’inizio leggesse l’ultima cifra come un “7”, interpretando quindi l’anno come 1467 e non 1462). L’anconetta si presenta come una capitale opera di Quirizio da Murano, artista documentato nel terzo quarto del XV secolo a Venezia, poiché si configura come la prima del suo catalogo. Van Marle (1935), che sottolineava il carattere più primitivo della “Santa Lucia” tra le opere giovanili del maestro, accostava il dipinto alla produzione di Antonio Vivarini, di cui Pallucchini (1945) ipotizzava Quirizio fosse discepolo. Anche Volpe (1955) metteva in luce il carattere incerto e conservativo nella rappresentazione, mentre Pallucchini (1961) rileggeva i moduli tradizionali individuando una vena goticheggiante. Valcanover (1962) accostava il quadro per dolcezza del colore e per soluzioni prospettiche ai Vivarini e per preziosità della linea di demarcazione a Carlo Crivelli. Anche Gamulin (1963) ribadiva la prossimità con Bartolomeo Vivarini, massimamente visibile nella sua “Madonna col Bambino” oggi a Praga. Ruggeri (1972) esplicitava che la “Santa Lucia” è derivata da un modulo vivariniano, come potrebbe apparire nel polittico di “S. Orsola” ora presso il Seminario di Brescia (ma all’epoca presso S. Angelo), oppure nelle “Storie di San Pietro Martire”. Invece, gli episodi laterali della “Santa Lucia” sembravano mutuati dai “Martirii di Sante”, smembrati tra diversi musei, mentre l’attenzione alla linea di demarcazione pareva accostabile a Crivelli. Lucco (1985) coglieva alcune affinità con la produzione del giovane Bellini nel suo periodo mantegnesco, mentre Russo (2018) anche con Masolino, oltre che con i Vivarini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500730529
  • NUMERO D'INVENTARIO 157
  • DATA DI COMPILAZIONE 2024
  • ISCRIZIONI Pannello centrale, margine inferiore destro - OPUS QUI/RICIUS DE/IOANES VE/NECIIS M4C/62 - Quirizio Da Murano - capitale - a pennello, a caratteri applicati in oro - Dialetto veneto, latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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