Madonna con il bambino
dipinto
Antonio Da Vendri (1485 Ca./ Post 1545)
1485 ca./ post 1545
Il dipinto raffigura la Madonna seduta su una seggiola con Gesù bambino in braccio. Ai lati, due angeli reggono i tendaggi
- OGGETTO dipinto
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ATTRIBUZIONI
Antonio Da Vendri (1485 Ca./ Post 1545)
- LOCALIZZAZIONE Museo di Castelvecchio
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Cesare Bernasconi, antico proprietario dell’opera, segnalava che «in un angolo della tavola dietro il sedile della Vergine, in caratteri della forma e del colore di quelli usati dal Cavazzola si legge: A.D. VENDRI P. 1518» (Bernasconi 1864). Tale osservazione viene quasi ignorata da Carlo Ferrari, che pure cita l’iscrizione, e che vi vuole vedere la mano di «un amico o un seguace» del Cavazzola (1871). Dopo le prime indagini su Antonio da Vendri (Mazzi 1911) che fecero finalmente uscire dall’isolamento l’artista, la tavola gli fu nuovamente attribuita da Giuseppe Trecca (1912). Nato tra il 1485 e il 1489, da famiglia originaria di Vendri in Valpantena (Verona), abitante in città, nella contrada di Santa Maria in Organo e poi in quella di San Vitale, Antonio viene citato nelle anagrafi come «pictor» o «sartor». Dagli estimi risulta allibrato per pochi soldi (Mazzi 1911). Si è anche supposto che Antonio da Vendri sia stato aiuto di Francesco Morone nella decorazione ad affresco della sagrestia di Santa Maria in Organo (1505-1507), dato che viene citato un garzone di nome Antonio (Rognini 1979). Tra il 1535 e il 1536 eseguì affreschi che decoravano alcuni ambienti del castello di Selva di Levico, perduti alla fine del Settecento. Tale lavoro, che egli svolse insieme ad altri artisti, tra cui il figliastro Angelo Sommariva, gli fu commissionato dal vescovo umanista trentino Bernardo Clesio. I documenti riguardanti il nostro pittore tacciono dopo il 1545. La tavola incompleta e ampiamente smarginata, rappresenta la Vergine seduta su una seggiola, con in braccio il bambino che nella mano destra stringe il cordone che chiude il manto della madre. Le teste e gli sguardi dei due personaggi divergono completamente. L’artista è attento ai particolari come le modanature della seggiola, i ricami della scollatura della veste di Maria o del bordo del mantello, gli abiti degli angeli che reggono i tendaggi di quello che forse era un baldacchino, con un richiamo molto evidente ai modi di Liberale nell’abbondante viluppo del velluto rosso. Il richiamo a Liberale è imprescindibile per la tavola soprattutto nella figura del bambino, dalla pelle tesa sulle carni piene e le ombre insistenti. Le carte d’archivio ricordano un restauro eseguito da Giuseppe Casarotti nel 1904 (AMCVr, anno 1904, prot. 953/VI). Purtroppo si deve constatare che la scritta riportata da Bernasconi non è più rintracciabile. (da Caterina Gemma Brenzoni 2010, p. 461)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500717736
- NUMERO D'INVENTARIO 907
- DATA DI COMPILAZIONE 2008
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2023
- ISCRIZIONI in basso a sinistra (non più leggibile) - A. D. VENDRI P. / 1518 - capitale - a pennello -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0