tabernacolo, opera isolata - produzione veneziana (metà XX)

tabernacolo

capitello a nicchia custodente statuina di Sant'Antonio da Padova, protetta da vetro. Una balaustra metallica con motivi floreali e croce centrale è posta alla base del tabernacolo. Ai fianchi due mensole sorreggono altrettanti piccoli vasi entro nicchia. Cassetta delle offerte e iscrizione commemorativa murate al di sotto del capitello

  • OGGETTO tabernacolo
  • AMBITO CULTURALE Produzione Veneziana
  • LOCALIZZAZIONE Venezia (VE)
  • INDIRIZZO ITALIA, Veneto, VE, Venezia, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE il tabernacolo in esame è uno dei numerosi sorti per carità popolare nel sestiere di Castello al termine della Seconda Guerra Mondiale. Riguardo i tabernacoli, denominati nel Veneto “capitelli”, così scrive lo storico d’arte Rizzi: “ […] la voce ‘capitello’, documentata a partire dalla metà del XV sec. […] deriverebbe dalle immagini religiose scolpite sopra una colonna, o da una statua da quella sostenuta, assumendo poi il vocabolo un’accezione più ampia fino ad indicare in generale un ‘punto sacro’ al di fuori dell’orbita propriamente ecclesiale”. E' probabile che il tabernacolo veneziano sia stato creato verso la prima metà del XII secolo per funzioni di quiete pubblica notturna per placare i continui atti di criminalità affliggenti la città. Di fatti nel 1128, sotto il dogato di Domenico Michiel, si dispose di porre dei "cesendeli", cioè lanterne alimentate a olio, per illuminare le zone più buie e pericolose: “avendosi nei primi tempi, per rendere più sicura la città dagli assassinamenti che succedevano, posto ad ardere per le strade mal sicure alcuni fanali, detti allora 'cesendeli', perché mandavano un chiarore fioco, non dissimile da quello delle lucciole, 'cicendelae' nominate, la pietà dei parroci poneva innanzi ad essi delle immagini di Santi, affinché al loro cospetto si trattenessero i ribaldi dal commettere azioni malvagie. Ecco l'origine di quegli altarini, o 'capitelli', sì frequenti tuttora in Venezia” (Tassini, 1970). I soldi per il pagamento del combustibile per le lampade e per il controllo e la tutela dei "cesendeli" erano a carico dei parroci delle diverse contrade. Successivamente, con l'aumentare dei tabernacoli nella città, per ogni sestiere venne scelto un patrizio sia per la sorveglianza notturna che per la tassazione ai cittadini per il pagamento dell'olio per l'illuminazione
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500641347
  • DATA DI COMPILAZIONE 2022
  • ISCRIZIONI sulla targa al di sotto del tabernacolo - GLI ABITANTI / DI QUESTA CONTRADA / RICONOSCENTI / GUERRA 1940-1945 - maiuscolo - a incisione - italiano
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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