testa di baccante

busto 1825 - 1849

Busto rappresentante una figura femminile con il viso rivolto verso sinistra, lo sguardo in basso. Lunghi capelli ondulati con grandi boccoli le ricadono sulle spalle. Ha il capo cinto da una corona di foglie di vite e una fascia sulla fronte. La scultura ha una base formata da un dado rettangolare sagomato alle estremità e un corpo circolare in marmo bianco. Poggia su un piedistallo ligneo dipinto a finto marmo

  • OGGETTO busto
  • MATERIA E TECNICA marmo bianco/ scultura
    marmo/ scultura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Castello Ducale
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La scultura è segnalata nelle collezioni del Castello a partire dalla ricognizione compiuta dal pittore Sampietro nel 1855 che la ricorda al numero 28 nella "Galleria del Teatro" proponendone l'identificazione come una "sacerdotessa di Bacco". Non riconoscibile con certezza nelle inventariazioni eseguite nello stesso 1855, 1857 e 1876, quando nella galleria sono segnalati quattro busti femminili non meglio identificabili (nn. 41, 48, 57 e 81), è possibile riconoscerla nuovamente nel 1908, quando, ancora nella Galleria del Teatro, è descritto al numero 526 un "Busto colossale in marmo di Carrara rappresentante una Sacerdotessa di Bacco" riferito ad autore non identificato. Nella stessa collocazione la "Sacerdotessa di Bacco" è ricordata nel 1927 con il numero 2952. La ricognizione del 1964 ne registra lo spostamento nel "Corridoio dopo il cortile interno" che segnala con il numero 1700 un "Busto di marmo bianco raffigurante Sacerdotessa di Bacco" posto su base "di legno di forma prismatica, finto marmo", non stimata. Databile intorno al secondo quarto del XIX secolo, l'opera ripropone un modello classico, dalle forme molto idealizzate, da riconoscere in sculture come il gruppo di Dioniso appoggiato ad un Satiro della Galleria degli Uffizi (inv. n. 246), già esistente a Roma intorno al 1550 dove ebbe modo di descriverlo Aldrovandi. Acquistato da Ferdinando I, il gruppo compare negli inventari degli Uffizi a partire dal 1704 e fu oggetto di numerose repliche (cfr. G. A. Mansuelli, Galleria degli Uffizi. Le Sculture, parte II, Roma 1958, pp. 159-160, figg. 132 a, 132 b-c). La testa di Agliè trova precisi termini di paragone con quella di Dioniso, di cui riproduce le ampie arcate sopracigliari, il naso fortemente squadrato, i lunghi capelli ondulati i cui riccioli scendono fin sulle spalle e la corona di pampini. Vale del resto la pena ricordare la presenza nelle collezioni del Castello di una testa di Eracle scopadeo (inv. n. 2110) proveniente dagli scavi diretti dal Biondi nel 1825 presso la casa detta del "Console C. Prastina Pacato" e identificato dal Canina con "Bacco conquistatore delle Indie", cui vari elementi sembrano legare la testa in questione (cfr. M. Borda, Monumenti archeologici tuscolani nel Castello di Agliè, Roma 1943, pp. 11-12). Allo stesso autore della testa in esame sembra doversi riferire anche l'altro busto di baccante conservato nel Vestibolo, identificato dall'inventario del 1842-43 con Benedetto Cacciatori (cfr. scheda di catalogo 01/00208231)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100208228
  • NUMERO D'INVENTARIO 1700
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Complesso Monumentale del Castello Ducale, Giardino e Parco d'Agliè
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2004
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • ISCRIZIONI base - Sacerdotessa di Bacco/ 18, su targhetta rettangolare, entro cornice dorata - corsivo - a matita -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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