Palazzo Pica Alfieri

L'Aquila, 1667 - 1685
Porano Pietro Paolo (direttore Dei Lavori)
1680 - NR (recupero pregresso)

Palazzo di forma rettangolare con tre piani fuori terra oltre ad un piano mezzanino, con due cortili interni, uno principale e l’altro secondario, confinante con tre strade tranne che per una piccola porzione che risulta adiacente ad un altro Palazzo. Si tratta di un edificio in muratura continua con volte a botte e a crociera prevalentemente in mattoni ed alcune in pietra al piano terra; volte a padiglione in laterizio con stucchi e dipinti al primo piano; volte a padiglione in foglio, volte in “camorcanna” e solai in legno al piano secondo e locali sottotetto. Coperture con struttura principale in legno. Nei casi di locali con maggiore luce sono presenti delle capriate lignee. La facciata tripartita è caratterizzata da una balconata sostenuta da quattro colonne doriche lisce poggianti su alti plinti basamentali, completi di tutti gli elementi codificati (stilobate, cimasa, dado e basamento), che sormonta il doppio portale di accesso con bugne laterali. La soluzione della doppia apertura si rese necessaria per dare “ordine alla facciata” in quanto, se si fosse mantenuta una sola apertura, questa non sarebbe risultata centrale poiché l’androne e il cortile sono spostati a sinistra rispetto al centro dell’edificio. Le finestre presentano cornice e trabeazione, dritta al piano terra che diventa curva in quelle del primo piano, il piano nobile. L’intero prospetto è incorniciato da due paraste angolari, incorniciate dal bugnato di cui quella di sinistra, nella parte bassa, cela in realtà una rua di smaltimento delle acque, ed un ricco cornicione di coronamento poggiante su mensole a volute. Nel vasto cortile “d’onore”, centro organizzativo dell’impianto e cuore dell’edificio, si ritrovano le soluzioni espresse per la facciata. Qui il ritmato alternarsi in coppia dei finestroni al piano nobile, sormontati dalle finestre del piano superiore solo su due lati, sono raccordate da un plastico e continuo cornicione che riconduce alla soluzione architettonica della facciata nord. I finestroni del primo piano presentano fastose e articolate cornici, imbotto composito con orecchioni e decorazione a goccia, e sono caratterizzate da un’elegante sopraluce ricavata nel timpano curvo. Altro elemento particolare è il portale bugnato con imposta arcuata, che al lato della curva della cornice aggettante, in asse con le finestre superiori, ha le due bucature, semplicemente incorniciate, del piano mezzanino. Questi elementi fanno da elemento focale risolvendo lo spostamento del cortile sulla sinistra rispetto all’asse della facciata. I saloni e la stessa organizzazione funzionale dell’intero complesso è rappresentativa del linguaggio Barocco; basta pensare agli spazi posti immediatamente dietro il prospetto principale quali il vasto ambiente dell’alcova, che ospita il boccascena in stucchi dorati, nel quale eleganti lesene corinzie sorreggono il ricchissimo arco che definisce il passaggio tra l’ampio salone con grande camino fastigiato e l’intima camera da letto, e poi la grande e luminosissima, grazie alle tredici finestre, galleria a doppia altezza che originariamente occupava la metà del fronte

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1667 - 1685

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE

condividi

dalla rete