diadema

Taranto, 310 - 290

Diadema in oro caratterizzato da vaghi a bastoncello e discoidali con nodo erculeo centrale e ai lati pendenti a catenella. La decorazione centrale, costituita dal nodo erculeo, è fittamente ornata sulla faccia anteriore da una lavorazione eseguita a filigrana e godronatura. Su entrambe le estremità, desinenti con un motivo a petali, due fasce verticali separate da fili multipli presentano, l'una una doppia palmetta contrapposta con fiore a quattro petali e corolla sferica, l'altra un motivo a girali. A chiudere la parte centrale del nodo, è inserita una palmetta a sette petali su fiore campanulato tra due girali, lavorato a giorno. Sui cappi composizioni di girali di varie dimensioni e piccole foglioline cuoriformi; in corrispondenza della palmetta centrale, tra i girali, fiore a cinque petali. Dalle estremità del nodo erculeo, tramite ganci di filo ritorto, partono quattro brevi catene con maglie a spina di pesce, desinenti in pendenti ovoidali baccellati, sospesi tramite un anello. All'interno del nodo erculeo una verga di bronzo con le estremità ripiegate permetteva l'aggancio degli altri elementi del diadema, forse originariamente legati da un filo in materiale deperibile. Sono presenti 12 lunghi vaghi a bastoncello, ornati da solcature parallele, e 18 vaghi discoidali baccellati. Le estremità della corona erano costituite da vaghi conici e solcature; la disposizione alternata costituiva una sequenza con intervalli di uno o due vaghi discoidali anch'essi alternati. Il nodo erculeo ha le estremità in parte lacunose; ci sono, inoltre, diverse ammaccature su alcuni vaghi, di cui certamente mancano due

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