Base onoraria/Pozzo - ambito romano (ultimo quarto secc. I/II)

Base onoraria/Pozzo post 1 - ante 199

una base onoraria romana è stata reimpiegata in epoca altomedioevale come vera da pozzo. Su un lato rimane l'iscrizione romana, mentre su quelli contigui si è conservata la coeva decorazione costituita da un fiorone con bottone centrale e un'anfora. Le facce sono contornate da una serie di modanature. In età alto medievale il pezzo fu riutilizzato come vera da pozzo per cui fu aperto un foro circolare e fu scolpito un lato. Questa decorazione rappresenta due grifoni affrontati e rampanti su un pilastro le cui estremità terminano a volute. Il pilastro è suddiviso in tre fasce verticali di cui le due esterne, uguali e sottili, sono decorate con una serie di coppie di foglioline divergenti. La sezione centrale è riempita con motivi fitomorfi. Dal pilastro fuoriescono inoltre due singolari estremità appuntite. I grifoni presentano teste aquiline con becco ricurvo, grandi occhi a forma di goccia e lunghe orecchie. Il corpo leonino è percorso da profondi solchi che ne definiscono le zampe e il ventre, la coda ha un'estremità lanceolata e il collo è segnato da una fitta trama di piccole incisioni che vogliono rappresentare la criniera. Dalle spalle partono le lunghe e sottili ali con terminazione a ricciolo. La scena, contornata su tutti i lati da una cornice, è sovrastata da una fascia con andamento orizzontale. Qui la decorazione è gravemente danneggiata; è comunque leggibile al centro un albero con due uccelli che beccano probabilmente i frutti, mentre ai lati due quadrupedi, non meglio definibili, sono rivolti verso l'esterno e sembrano sorreggere in bocca una foglia.

  • FONTE DEI DATI Regione Veneto
  • OGGETTO Base onoraria/Pozzo
  • MATERIA E TECNICA pietra scolpita
  • AMBITO CULTURALE Ambito Romano
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE sezione medioevale e moderna
  • LOCALIZZAZIONE Museo Provinciale di Torcello
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il reperto reca sulla fronte un’iscrizione latina (Corpus Inscriptionum Latinarum V, 2155) dedicata a uno schiavo di nome Chaerons, che svolse le mansioni di “dispensator” - funzionario di condizione servile - durante due spedizioni in Germania dell’esercito romano, probabilmente ascrivibili al principato di Commodo. La lettura epigrafica è stata affrontata in più occasioni, in particolare da Calvelli (2015; 2016). La faccia opposta, rilavorata in età altomedievale, presenta due grifoni affrontati e rampanti su un pilastro ornato da motivi vegetali, forse interpretabile come una raffigurazione fortemente stilizzata dell’albero della vita. Il rilievo è stato datato su base comparativa alla fine del X secolo o agli inizi dell’XI. La storia del manufatto è documentata a partire dal XV secolo, quando Ciriaco d’Ancona lo vide ad Altino (29 ottobre 1436); nel secolo successivo Giovanni Bembo e altri lo segnalarono a Torcello. Nel corso dell’Ottocento fu acquistato e donato allo Stato da C. A. Levi, collocato al Museo Correr e trasferito nel 1919 a Torcello, dapprima nel prato antistante il museo e successivamente esposto nella sala al pian terreno. Quanto alla provenienza, non è nota con certezza; tuttavia sia la testimonianza di Ciriaco sia i raffronti stilistici del rilievo inciso al momento del reimpiego rimandano all’area altinate piuttosto che a quella aquileiese, come sostenuto di recente. In relazione al lato scolpito, raffigurazioni zoomorfe analoghe si riscontrano in un pluteo di Santa Maria Assunta di Aquileia, dove all’interno di riquadri sono rappresentate diverse tipologie di animali, reali e fantastici (Tagliaferri 1981, n. 9). Entrambi i pezzi sono datati alla prima metà del secolo IX. Altri confronti si possono avanzare anche con una scultura raffigurante un pavone murata sull'atrio dell'abbazia di Pomposa (Salmi 1936, p. 106) oppure con un frammento di lastra che presenta dei grifi affrontati ed oggi conservato nel Museo Archeologico di Zara (Salmi 1936, p. 107). Entrambi sono riconducibili, invece, al secolo X. In effetti per essi il Salmi parla di una "corrente arcaicizzante", di una reinterpretazione di "elementi decorativi orientali con una maniera antiquata o, se si vuole, provinciale". Il pozzo in esame è accostabile, dal punto di vista cronologico, a queste ultime sculture in cui la decorazione a intreccio è ormai stata superata e viene data completa rilevanza agli elementi figurativi.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente locale
  • NUMERO D'INVENTARIO I.G. 331
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S235
  • ENTE SCHEDATORE UNIVE_TOR
  • DATA DI COMPILAZIONE 2002
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • ISCRIZIONI nella tabula su una delle facce - CHAERONTI/AVG N DISP/RAT COP EXPEDI FEL/II ET ILI GERM - lettere capitali - a graffito - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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