Ricordi di vita di bordo - (letteratura orale non formalizzata, saperi)
Il padrone della barca, o il capobarca, poteva portare a bordo, durante le vacanze estive, la famiglia; linformatore ricorda che era unesperienza bellissima ma che bisognava anche stare attenti, perché poteva essere pericoloso. Durante questo periodo era la mamma ad occuparsi della pulizia e della preparazione del cibo. Per rifornirsi di latte il padre ci si recava nelle fattorie che si incontravano lungo il corso dei fiumi, dietro gli argini, e ci si faceva riempire il fiasco, si trovavano anche le patate, i #fasói#, le zucche. A bordo era possibile cucinare, cerano infatti due cucine, quella estiva era a mezza barca dove cera la #fogàra# e quella invernale che si trovava a prua. Sempre a prua, dietro delle tavole e delle tende, cerano i letti dei marinai, mentre a poppa cera la stanza del capobarca con un letto abbastanza grande per ospitare la moglie durante lestate. I bambini più piccoli dormivano dentro una sorta di scaffali ricavati lungo i fianchi dellimbarcazione, mentre quelli più grandi dormivano sul pavimento, a #pajólo#, dopo aver messo a terra, e ripiegato più volte le tele, che normalmente venivano utilizzate per proteggere destate la barca ed evitare lo scioglimento della pece; bastava porvi al di sopra un piccolo lenzuolo e il letto era fatto.
- FONTE DEI DATI Regione Veneto
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SOGGETTO
famiglia
saperi
prosa/ memorie
trasporti/navigazione
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- ALTRA OCCASIONE testimonianza raccolta su richiesta
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S119
- ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 2013
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DOCUMENTAZIONE SONORA
file digitale (1)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0