microscopio composto

XVIII secolo seconda metà

Questo strumento è di particolare pregio, in quanto risale alla seconda metà del '700, divenendo così lo strumento più antico presente nelle collezioni di Ateneo. Come si legge dall'Inventario Catania-Lecce «si tratta di un microscopio composto, comune in quel secolo, costituito da due sistemi coassiali di lenti, l'obiettivo e l'oculare, sostenuti da un tubo in cartone scorrevole dentro un altro metallico. L'obiettivo fornisce un'immagine reale capovolta e molto ingrandita, posizionata in modo da essere vista tramite l'oculare, il quale a sua volta fornisce un ulteriore ingrandimento. Perché ciò accada è necessario che l'obiettivo abbia una focale molto corta, inoltre l'oggetto deve essere posto ad una distanza dalla lente approssimabile alla distanza tra la lente stessa e il fuoco dell'obiettivo. Fissata la distanza tra obiettivo e oculare, le condizioni ottimali si ottengono sperimentalmente, variando la distanza tra la lente e l'oggetto osservato fino ad ottenere un'immagine ben definita. L'ingrandimento dipende dalla distanza tra focale F1 dell'obiettivo e F2 dell'oculare e puo essere variato cambiando obiettivi ed oculari che solitamente fanno parte della dotazione. Particolarmente importante è l'illuminazione, che è fatta per riflessione attraverso il piccolo specchio posto al di sotto. Lo strumento rinvenuto è stato acquistato prima del 1885. È realizzato in legno, ottone e cartone, ed era privo di tutte le parti ottiche, che sono state ripristinate»

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