Collezione Becchetti (collezione, bene semplice)

collezione personale, ca 1948 - ca 2011

Il fondo, costituito da oltre 50.000 positivi di vario formato, annovera al suo interno una grande varietà di tecniche di stampa da collocare cronologicamente tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX. I fototipi sono suddivisi in sezioni omogenee predisposte dal collezionista, di cui la più antica e preziosa è quella degli Unicum con 53 dagherrotipi, 20 ambrotipi e 88 ferrotipi. Gli album fotografici sono 301, di varia tipologia e contenuto, per lo più legati a famiglie facoltose italiane e straniere, ma con importanti documentazioni storiche e di viaggio. Seguono le 903 cartelline per autore che costituiscono un repertorio enciclopedico della produzione dei fotografi operanti a Roma e in Italia dalla nascita della fotografia. L’ordinamento per autore caratterizza anche gli oltre 4000 positivi sciolti, suddivisi in 45 Contenitori. L’ultimo donativo, a completamento del fondo, ha comportato l’acquisizione di nuove tipologie di materiali: in particolare cartoline, negativi su vetro e pellicola e stereoscopie su vetro, oltre all’integrazione delle partizioni pensate e organizzate dallo stesso Becchetti nelle prime acquisizioni: le Carte de visite (6108), i formati Gabinetto (415) che documentano stabilimenti fotografici italiani ed esteri, le stereoscopie (7164) italiane e straniere di autori vari e 3526 stampe di grande formato. Esulano da questo ordinamento anche i circa 7000 positivi sciolti e su supporto secondario non riconducibili alle partizioni omogenee che caratterizzano la maggior parte del fondo, perché materiali estremamente eterogenei e generalmente privi di indicazioni autoriali. Con l’ultimo versamento il fondo è stato finalmente completato dalla parte documentale, grazie alla quale si è ricostituita l’unitarietà dell’archivio del collezionista romano e sarà possibile individuare relazioni e connessioni tra materiale fotografico e cartaceo. A questo nucleo si aggiunge una raccolta di macchinari fotografici costituita da 34 visori stereoscopici, 13 obiettivi antichi, 3 alternatori per stereoscopie, 2 ingranditori, 3 bacinelle antiche per sviluppi, 5 macchine fotografiche antiche e una importante biblioteca con volumi di argomento fotografico, tra cui edizioni ottocentesche e raccolte di periodici specializzati

  • OGGETTO collezione personale
  • SOGGETTO Roma - Vedute - Monumenti - Archeologia
    Italia - Vedute urbane - Centri storici - Firenze - Genova - Milano - Napoli - Palermo - Torino - Venezia
    Parchi naturali - Panorami - Vedute
    Risorgimento italiano - Eventi
    Ritratti fotografici - Famiglie
    Viaggi - Esplorazioni
    Terremoti - Danni - Zone terremotate
    Lazio - Costumi regionali - Folclore
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE, DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO, RITRATTISTICA
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Istituto centrale per il catalogo e la documentazione
  • LOCALIZZAZIONE Conservatorio delle Zitelle
  • INDIRIZZO Via di San Michele 18, Roma (RM)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il 18 ottobre 1989 Piero Becchetti propone all’ICCD, nella persona dell'allora direttore Oreste Ferrari, di cedere per 850 milioni di lire tutta la propria collezione fotografica, "costituita da oltre 35.000 positivi, da una biblioteca specializzata e da un piccolo nucleo di macchine e obiettivi fotografici antichi e da una serie di visori di tutte le fogge, necessari per la visione tridimensionale delle foto stereoscopiche". Consapevole della straordinaria importanza della collezione, Ferrari caldeggia presso il Ministero l'acquisizione, ma la mancanza di fondi sul capitolo di bilancio posticipa l'ingresso del fondo Becchetti in Istituto al novembre 1992. Sarà una prima tranche costituita da 7959 fotografie e di 9 dagherrotipi, acquistata al prezzo di 404 milioni di lire, con l'impegno formale di cedere un secondo lotto della collezione al prezzo di 446 milioni di lire. Nel luglio 1995 viene stipulato il contratto tra Becchetti e l’ICCD per l’acquisto della seconda parte della sua collezione al prezzo prestabilito: 26217 positivi, 84 ferrotipie, 18 ambrotipi e 32 dagherrotipi, attrezzature fotografiche e 1726 libri e riviste di argomento fotografico. Becchetti aggiunge al materiale già definito oggetto di transazione anche un donativo, costituito da altri libri, attrezzature fotografiche e fotografie da lui acquistate in epoca recente non confluite nella sua collezione: ciò nonostante il desiderio espresso è quello che questo materiale non venga separato dal resto ma rimanga presso l'ICCD come "bene di pubblica proprietà". Il fondo è corredato da cinque elenchi dattiloscritti dallo stesso Becchetti con la stima economica per ciascun contenitore, indici dei soggetti, autori e tecniche fotografiche. Nell’ottobre 2018 un terzo corpus di materiali è stato donato dal figlio Alessandro insieme alla parte documentale grazie alla quale si è ricostituita l’unitarietà dell’archivio del collezionista romano. Quello che appare in questa sezione del fondo, cospicua ed eterogenea, è un Becchetti meno sistematico e spinto da un interesse onnivoro per la fotografia e per le tematiche più varie, allo stesso tempo è stato interessante percepire connessioni e legami con le precedenti acquisizioni, sia in alcuni nuclei autoriali (D’Alessandri, Primoli), sia editoriali o tematici (Roma in tutte le sue declinazioni)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fondi fotografici
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201254161
  • NUMERO D'INVENTARIO FB00001-FB09704
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA inventario (1)
    inventario (2)
    inventario (3)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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