inginocchiatoio - bottega lombardo-veneta (prima metà sec. XVIII)

inginocchiatoio sec. XVIII prima metà

Inginocchiatoio in legno di noce e abete intarsiato in noce e acero con motivi di volute fogliacee, animali entro paesaggi e lotta tra angelo e diavolo. Piano sostenuto da quattro colonne tortili.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO inginocchiatoio
  • MATERIA E TECNICA legno di noce e abete
    legno di noce e acero/ tarsia
  • AMBITO CULTURALE Bottega Lombardo-veneta
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
  • INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’inginocchiatoio è realizzato con fusto in noce e abete, arricchito da un articolato apparato a intarsio in essenze di noce e acero. La fascia sottopiano accoglie un cassetto frontale la cui decorazione a tarsia presenta, ai lati della bocchetta metallica — verosimilmente non pertinente — due figure inginocchiate convergenti verso il centro. L’iconografia, sebbene parzialmente compromessa dalla presenza dell’elemento metallico, sembra alludere a una scena di Natività, con la possibile raffigurazione della Vergine e di san Giuseppe rivolti verso la figura del Bambino originariamente collocata al centro. Ai lati si sviluppa un paesaggio con alberature e animali. Il piano superiore è sostenuto da quattro colonne tortili, elemento strutturale di forte valenza plastica, mentre la superficie è ornata da una cornice intarsiata a volute popolata da animali affrontati - tra cui leoni e un cervo - disposti entro un impianto ornamentale simmetrico. Al centro si sviluppa un motivo di girali fogliacei animato dalla presenza di un uccello. Il pannello frontale è dominato, entro una cornice a volute, dalla scena dell’arcangelo Michele che abbatte il demonio: la figura alata, armata di spada, è colta nell’atto di trafiggere e respingere la creatura infernale, distesa ai suoi piedi tra lingue di fuoco. L’iconografia, di chiara matrice apocalittica, rimanda al passo veterotestamentario e alla tradizione devozionale legata al trionfo del Bene sul Male. La pedana d’appoggio presenta ulteriori partiture intarsiate: entro cornici a girali compare uno stemma verosimilmente nobiliare affiancato da una scena di caccia. Analoghi paesaggi con alberi e fauna animano il fronte del basamento, mentre i piedi sono scolpiti a zampe ferine.\nL’arredo è collocabile tra XVII e XVIII secolo, attribuibile a una bottega attiva in area bergamasca. Elementi decorativi e soluzioni d’intarsio trovano confronti con un cassettone conservato presso l’Accademia Carrara di Bergamo e un esemplare analogo nelle Civiche Raccolte d’Arte del Comune di Milano. Ulteriori riscontri si individuano nella produzione della bottega di Gian Battista Caniana, in particolare negli armadi della Seconda Sagrestia della Basilica di San Martino ad Alzano Lombardo, eseguiti nel 1691 con la collaborazione dei fratelli Giovanni Paolo e Giacomo Antonio, dove l’impiego di tarsie figurate e floreali restituisce un linguaggio ornamentale comparabile.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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