console - bottega lombarda (metà sec. XIX)
console
sec. XIX metà
Coppia di consolle con piani in marmo a commesso e sostegni in legno di noce impiallacciato in radica di noce.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO console
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MATERIA E TECNICA
legno di noce/ intaglio
marmi policromi
radica di noce/ impiallacciatura
- AMBITO CULTURALE Bottega Lombarda
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
- INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La coppia di consolles, sormontata da piani in marmo a commesso, presenta strutture di sostegno in legno di noce intagliato, con fascia sottopiano impiallacciata in radica di noce. Il fronte è caratterizzato da profilo mistilineo, con andamento mosso che riprende la sagoma dei piani marmorei. La fascia sottopiano si configura come superficie continua impiallacciata. Le gambe sono costituite da sostegni verticali scanalati e rastremati, conclusi inferiormente da elementi torniti. Nella parte superiore, in corrispondenza del raccordo con la fascia, presentano capitelli intagliati con motivi a volute e foglie stilizzate, configurati come nodi d’imposta tra sostegno e piano e costituenti il principale elemento plastico della struttura lignea. I piani marmorei sono eseguiti con tecnica a commesso, secondo un disegno geometrico modulare ottenuto mediante l’accostamento di tessere litiche policrome di piccolo formato, disposte a creare un tappeto ornamentale continuo, giocato sui toni del rosso e del verde. Il perimetro è definito da una cornice sagomata in marmo rosso che segue l’andamento mistilineo delle consolles. I due piani furono donati dal cardinale Giuseppe Alessandro Furietti (1684-1764) alla sorella Ottavia Furietti (1692-1769), andata in sposa a Giovanni Moroni (1689-1719) nel 1715, o al nipote Pietro Moroni (1715-1754). Figura di erudito e uomo di vasta cultura, il cardinale compì i propri studi presso l’Università di Pavia, distinguendosi per interessi antiquari e filologici che lo inserirono nel vivace ambiente intellettuale romano del XVIII secolo. Nel corso della sua vita si dedicò anche all’archeologia, promuovendo direttamente attività di scavo. Tra il 1736 e il 1738 condusse infatti a Villa Adriana, a Tivoli, una serie di campagne archeologiche che portarono alla scoperta del celebre Mosaico delle Colombe e di due sculture marmoree raffiguranti centauri. Queste ultime, divenute note come Centauri Furietti, costituiscono uno dei ritrovamenti più significativi legati alla sua attività, oggi conservate presso i Musei Capitolini di Roma. Parallelamente agli scavi, il cardinale sviluppò un interesse specifico per le tecniche musive, giungendo a mettere a punto procedimenti di strappo dei mosaici pavimentali, successivamente reimpiegati nella produzione di arredi. A tali studi si lega la redazione del trattato De musivis, nel quale menziona, all’interno della cosiddetta Zooteca (ambiente AC 61), la presenza di un pavimento a scacchiera riconducibile per tecnica e disegno a quello dei piani in marmo delle due consolles oggi conservate a Palazzo Moroni. La sensibilità coloristica e la raffinata esecuzione dei motivi trovano riscontro nei mosaici di finissima tessitura ancora in situ che decorano i pavimenti dell’esedra pertinente al medesimo ambiente della Zooteca. A Villa Moroni a Stezzano si conserva una consolle del tutto identica ai due mobili di Palazzo Moroni; questo fa supporre che le consolles donate dal cardinale potessero essere in origine in numero maggiore, verosimilmente quattro, successivamente disperse nel corso delle successioni familiari. Allo stesso nucleo può essere riferito anche un tavolo da centro oggi conservato a Villa Cornaggia Medici a Mozzate, caratterizzato da un piano in mosaici policromi. Se i mobili furono dunque un dono del cardinale entro la prima metà del XVIII secolo, tale cronologia appare tuttavia in contrasto con l’analisi stilistica delle strutture lignee di sostegno, il cui disegno - in particolare nelle parti decorative dei capitelli a volute - rivela caratteri formali riconducibili a una fase assai più tarda, verosimilmente collocabile attorno alla metà del XIX secolo. Si può quindi ipotizzare che, in seguito a un mutamento del gusto, oppure a causa dell’ammaloramento dei sostegni lignei - forse anche in relazione al considerevole peso dei piani - le strutture siano state sostituite nel corso del XIX secolo.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0