Rugiada. composizione astratta
dipinto
2011 - 2011
La composizione è suddivisa verticalmente in due ampie campiture cromatiche contigue, caratterizzate da tonalità tenui e iridescenti. La superficie è concepita per modificare la propria percezione cromatica in relazione alle condizioni luminose e alla posizione dell’osservatore.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
alluminio/ vernice metallizzata, rugiada sintetica
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ATTRIBUZIONI
Bartolini, Massimo (1962-)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale - complesso
- INDIRIZZO Piazza Duomo, 12, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 2011, "Rugiada" appartiene all’omonimo ciclo avviato da Massimo Bartolini nel 2006 e dedicato all’indagine dei fenomeni percettivi generati dall’interazione tra luce, colore, spazio e osservatore. L’opera costituisce una delle prime versioni bicolori della serie e rappresenta un momento significativo nell’evoluzione di questa ricerca, inizialmente sviluppata attraverso superfici monocrome. L’artista concepisce le Rugiade come veri e propri paesaggi, costruiti mediante l’accostamento di campiture cromatiche che evocano condizioni atmosferiche, orizzonti e variazioni luminose. In quest’opera i due colori alludono simbolicamente all’incontro tra una zona calda e una zona fredda, generando una sorta di condensazione visiva che si manifesta come confine e luogo di passaggio. Bartolini definisce infatti queste opere “immagini di soglia”: superfici apparentemente bidimensionali che racchiudono una complessa dimensione spaziale e percettiva. La pittura è realizzata con materiali cangianti che modificano continuamente l’aspetto dell’opera in funzione della posizione dello spettatore e delle condizioni di luce. La superficie si comporta come uno sfondo vivo e instabile, soggetto a continue trasformazioni. A questo processo si aggiunge la presenza della “rugiada”, una condensa artificiale che, rispondendo alla gravità e alle variazioni ambientali, tende a spostarsi, scendere e aggregarsi in tracce lineari simili a improvvise lacrime. L’opera diventa così il luogo in cui fenomeni naturali, percezione e tempo si rendono visibili, trasformando il quadro in un dispositivo dinamico e mutevole. L’opera è entrata nelle collezioni del Museo del Novecento nel 2024 per donazione dell’Associazione ACACIA, in seguito all’assegnazione del Premio ACACIA a Massimo Bartolini.\n\n- Roberto Pini
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
- DATA DI COMPILAZIONE 2024
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0