Bue muschiato contro vento Oomikmak. bue muschiato
scultura
1989
Pishuktee Kelly (1948-1994)
1948-1994
Bue muschiato contro vento.\nCome da descrizione in elenco.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO scultura
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MATERIA E TECNICA
serpentino verde chiaro/ scultura/ levigatura, lucidatura
- AMBITO CULTURALE Popolazione Inuit
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ATTRIBUZIONI
Pishuktee Kelly (1948-1994)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico. Collezione privata Maio Necchi Collezione HT Inuit Collection
- LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
- INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE «Kelly Pishuktee, l’Autore dell’opera, è considerato uno dei più noti artisti visivi inuit del Nunavut. L’opera qui descritta esprime un grande talento sia nell’esecuzione del soggetto scultoreo, sia nella scelta della pietra con varie sfumature cromatiche che creano quasi un’illusione di movimento sul corpo dell’animale che, in natura, è provvisto di un lungo e caratteristico manto di qiviut, consistente in fili lanuginosi e scomposti che l’avvolgono interamente. Pishuktee non solo ha valorizzato le caratteristiche intrinseche nella pietra, ma ha resa la scultura “pittorica”, grazie alla presenza di varie maculature policrome, in un contesto dove prevalevano tradizionalmente le scelte materiche monocromatiche.\nLa caccia al bue muschiato era una pratica consueta tra gli inuit, poiché forniva cibo, e soprattutto la preziosa lana qiviut, utilizzata per confezionare indumenti invernali.\nSono stati inoltre tramandati molti miti e leggende che vedevano gli animali come protagonisti. Una di esse narrava che, un tempo, ogni volta che gli Oomingmak erano da soli, si toglievano il manto e si riscaldavano la pelle davanti al fuoco, mentre riposavano celebrando la bellezza della loro terra. Una sera però, sentendo arrivare i cacciatori insieme a un branco di cani, si rimisero rapidamente i manti, ma furono tuttavia catturati. Si consideravano pertanto vittime della spietatezza umana e dei cani, che ritenevano privi di anima. \nKelly Pishuktee viveva nel Nunavut e il suo percorso artistico è stato comune a quello di altri scultori che abitavano lo stesso territorio dove, dal 1° Aprile 1999, agli inuit è stato riconosciuto l’autogoverno dei territori del Nord-Ovest canadese da loro stessi denominato Nunavut (Terra Nostra). Il talento degli scultori locali era tuttavia già emerso in ambito internazionale quando, tra il 1949 e il 1953, grazie al progetto Eskimo Handicrafts Experiment - istituito sotto la direzione dell’artista di Toronto James Huston in collaborazione con il Governo Federale della Hudson's Bay Company, e con la Canadian Handicrafts Guild - furono incrementate la produzione artistica e la distribuzione commerciale delle opere inuit. Sempre James Huston, nel 1959, fondò nel Nunavut i rinomati Kinngait Studios (cape Dorset), dove gli artisti, riuniti in cooperative, iniziarono a ideare e stampare litografie di alta qualità, molto apprezzate dal mercato artistico internazionale.\nNella seconda metà del XX secolo le nuove pratiche artistiche, seppur con varianti regionali, si sono diffuse in tutti i territori inuit del Canada, anche al di fuori del Nunavut, soprattutto nel Nunavik (Quebéc Artico). Questa diffusione è conseguente sia a motivazioni di tipo economico, sia al grande talento e alla volontà di sperimentazione che accomuna gli scultori autoctoni. E’ tuttavia anche una testimonianza della loro fratellanza (tapirisat) che li fa sentire un unico popolo al di là dei territori dove vivono» (expertise Zanin, 2025)\n
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
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DATA DI AGGIORNAMENTO
Museo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0