L' uomo inginocchiato/Inuk inginocchiato. Uomo

scultura ca 1950 - 1960

Statua di Inuk inginocchiato (indossa il kuletak, tipico abito maschile). Opera di notevole valore artistico e di fattura antica.\nCome da descrizione in elenco.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA steatite scura/ scultura
  • AMBITO CULTURALE Popolazione Inuit
  • ATTRIBUZIONI Popolazione Inuit
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico. Collezione Canepa Collezione HT Inuit Collection
  • LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
  • INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE "La statua, una delle più antiche fra quelle qui presentate, è esemplificativa della prima fase del cosiddetto periodo moderno, quando – nelle pratiche artistiche inuit – iniziò a prevalere la scultura litica resa a tutto tondo. Per definizione la produzione artistica inuit viene suddivisa in tre periodi: storico (1770-1940), moderno (1948-1955), contemporaneo e post-contemporaneo (dal 1955 ai giorni nostri). Gli artisti inuit contemporanei, pur ispirandosi ai più anziani, hanno dato un grande spazio ad astrazione e sperimentazione. La loro arte, oltre che essere di tipo narrativo, si propone di testimoniare il rapporto simbiotico con l’ambiente naturale, ancor vivo, nonostante i disagi derivanti dalle condizioni climatiche. Si prefiggono inoltre di veicolare, attraverso l’esperienza artistica, gli antichi saperi tradizionali, nell’intento di perpetuare e rivendicare la propria identità. Lo scultore che ha realizzato l’“inuk inginocchiato” suscitando un’immediata empatia in chi guarda, appartiene invece alla generazione degli artisti moderni del Nunavut che – nella prima metà del Novecento – fu un importante centro di propulsione artistica. Lui stesso era un inuk, parola che designa il singolare di Inuit, e viene generalmente tradotta coi termini “persona” oppure “uomo”. Nella lingua dei nativi, tuttavia, la parola inua, che significa “anima”, ha uno stretto legame grammaticale col termine inuk, pertanto, per estensione, l’inuk è “colui che ha un’anima”. Forse lo scultore ha raffigurato proprio se stesso, considerandosi “colui che ha un’anima”, la stessa anima di tutti gli altri componenti della terra e, in atteggiamento di preghiera, rende onore alle sue divinità che venera, ma anche teme. La sua religione tradizionale, intesa come forma di rispetto per nunatsiaq, “la Splendida Terra” è permeata di spiritualità; non prevede tuttavia la venerazione di una sola divinità principale o di un Essere Supremo, ma di una multiforme varietà di potenti forze o Spiriti che governano la natura. Ottenerne la benevolenza e la protezione significa garantirsi la sopravvivenza." (expertise Zanin, 2025)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
  • DATA DI COMPILAZIONE 2023
  • DATA DI AGGIORNAMENTO Museo
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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