CRISTO PORTACROCE CON DIECI CERTOSINI
pala d'altare
post 1491 - ante 1497
Bergognone (1451/1456 Ca.-1525)
1451/1456 ca.-1525
In primo piano a destra Cristo, in veste rossa e manto azzurro, coronato di spine, regge la croce, con cartiglio alla base; a destra gruppo di certosini, in abito bianco; sullo sfondo, a sinistra, paesaggio con figure e, a destra, edificio della Certosa con facciata in costruzione.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO pala d'altare
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MATERIA E TECNICA
OLIO SU TELA
- AMBITO CULTURALE Ambito Lombardo
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ATTRIBUZIONI
Bergognone (1451/1456 Ca.-1525)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Musei Civici di Pavia
- LOCALIZZAZIONE Castello Visconteo
- INDIRIZZO Viale XI febbraio, 35, Pavia (PV)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il primo piano della composizione è occupato dalla figura dolente di Cristo e dalla processione dei monaci certosini, mentre su una collina dello sfondo è visibile la sagoma in costruzione della chiesa, con la facciata coperta dalle impalcature e gli operai indaffarati intorno al cantiere.\nIl dipinto venne ritrovato, praticamente abbandonato, nel 1877 in una cascina dove era utilizzato come parte di un tramezzo. La cascina era anticamente parte delle proprietà della Certosa di Pavia. \nLo stato di conservazione era oramai compromesso e si decise quindi per il trasferimento della pellicola pittorica dalla tavola alla tela, eseguito nel 1886 da Giuseppe Stefanoni. Le lacune rimasero estese nella parte inferiore sinistra, ma il dipinto mostra comunque una grande preziosità di accenti cromatici (si noti il blu del manto di Gesù, ottenuto con l'uso di lapislazzuli) e finezza di trapassi chiaroscurali, velature e raffinatezza del ductus pittorico. Grazie alle analisi diagnostiche effettuate è stato possibile rendersi conto di un pentimento dell'artista rispetto al disegno preparatorio, relativamente alla modifica di inclinazione della mano destra, ora col palmo rivolto verso l'esterno, del monaco in primo piano.\nIl luogo del ritrovamento attesta il legame con la Certosa, raffigurata peraltro nello stesso sfondo del dipinto. Sulla base dello stato di avanzamento dei lavori della facciata (il cui rivestimento ebbe nuovo impulso negli anni 1492-1497) vengono dunque formulate ipotesi di datazione dell'opera, generalmente riferita agli anni Novanta (Bergognone era attivo in Certosa a partire dal 1488 e fino al 1494). \nL'iconografia del Cristo portacroce, legato alla spiritualità degli ordini religiosi, allude, con l'esplicitazione del versetto evangelico inscritto sul cartiglio che avvolge la croce (Marco 8,34; Matteo 16,24), alla sequela Christi, vale a dire all'imitazione sempre più fedele dell'esempio di Gesù come massimo modello di vita religiosa. Il dipinto non sarebbe stato una pala d'altare, realizzato in occasione della consacrazione della chiesa, ma una sorta di 'manifesto spirituale' pittorico che i monaci potevano ad esempio osservare e meditare nel Capitolo. In seguito ad alcuni lavori e spostamenti anche la tavola subì un trasferimento, oscillante tra la cappella dell'Annunciata e l'altare della Veronica, come attestano peraltro le 'Memorie' di Matteo Valerio. E' proprio in tali memorie che è menzionata l'opera per la prima volta: in particolare, nel secondo fascicolo compilato da un autore anonimo, ma con annotazioni del Valerio, databile tra 1630 e 1641, e nel settimo, di mano del Valerio stesso, databile tra 1642 e 1645 (Fabjan 2007).\nPer approfondimenti si veda C.Z. Laskaris nella scheda del 2011 con bibliografia.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- ENTE SCHEDATORE R03/ Musei Civici di Pavia
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0