manilla - ambito Africa Occidentale (sec. XX)
manilla
sec. XX
Manilla, ovvero moneta in lega metallica.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO manilla
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MATERIA E TECNICA
lega di metalli ignoti
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MISURE
Diametro: 9.4 cm
Altezza: 2.8 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Africa Occidentale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico
- LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
- INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I bracciali-moneta erano ampiamente diffusi a sud del Sahara, in particolare nell'Africa occidentale e centrale. Blandin (1988) afferma che, in Africa occidentale dalla fine degli anni '50 e soprattutto negli anni '60 del secolo scorso, i mercanti che commerciavano nel Nord della Costa d'Avorio, nel Burkina Faso (allora Alto Volta), nel Mali e nel Niger recuperarono grandi quantità di bracciali-moneta. "Interi camion di questi manufatti, acquistati nei villaggi e nelle campagne a prezzi vili, furono così avviati ad Abidijan per essere venduti a peso; la destinazione era il riutilizzo per l'artigianato locale o l'esportazione in Europa per la metallurgia" (Pezzoli 2008). Le Raccolte Extraeuropee possiedono circa 700 bracciali-moneta che costituiscono una piccola parte di un carico della metà degli anni '60 arrivato alla Metallindustria, Milano per essere fuso, ma fortunatamente salvato. \n"Nelle società tradizionali africane i bracciali-moneta svolgevano normalmente un duplice scopo: come elementi di decoro corporale e come forma di tesaurizzazione, monete nuziali sovente portate in coppia dalle donne. Si trattava quindi di una delle tante espressioni di sistemi premonetali ampiamente documentati e presenti in tutta l'Africa. La provenienza dei bracciali-moneta delle Raccolte Extraeuropee è da attribuirsi a un'area saheliana e di savana per lo più corrispondente al Burkina Faso e al Niger. Lo testimoniano, oltre che le evidenze di manufatti analoghi conservati in vari musei europei, le decorazioni geometriche (righe, triangoli, cerchi, puntini e croci) affini a motivi decorativi presenti in area sahariana e subsahariana. Purtroppo il significato simbolico di tali motivi è andato perso, come del resto bene evidenziato da Gabus (1958) quando, riferendosi a casi simili, evidenziava come fosse ormai difficile recuperare la memoria di civiltà orali." (Pezzoli 2008)\nLe popolazioni quali gli Zande del Sudan e del Congo, i Lega del Kivu, i Luba del Katanga, i Songye del Lomami-Kasai, i Pende del Kwilu, i Kongo occidentali hanno tutte subito l'influenza araba e da essa hanno probabilmente ereditato l'abitudine di indossare questi grossi bracciali decorati. Presso i Frafra, nel nord del Ghana, il bracciale singolo era normalmente indossato sul braccio sinistro, questo perchè normalmente le persone mangiano con la mano destra e si pensava che il bracciale potesse contenere un "veleno". Sempre presso gli Frafra i braccialetti hanno funzione decorativa e protettiva\nGli esperti si dividono fra coloro che ritengono che questi oggetti nascessero come moneta di scambio e poi utilizzati come gioielli e monili, e coloro che l'evoluzione sia opposta, cioè che il valore che veniva dato ai gioielli abbia fatto si che ad un certo punto il loro uso si estendesse a materiale di tesaurizzazione.\nOggi è praticamente impossibile trovare questi oggetti nei paesi d'origine. Negli anni del dopoguerra, nella stiva di una nave fuori servizio a Kiel furono trovate parecchie tonnellate di questi anelli, ciò a permesso di comprendere che prima della guerra nella colonia tedesca del Togo questi venivano caricati nelle stive delle navi come zavorra e nel caso specifico poi dimenticati. \nA seconda dell'area di utilizzo le manilla acquistano nomi e valori differenti.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
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DATA DI AGGIORNAMENTO
Museo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0