I sette savi. figura maschile

gruppo scultoreo 1960||1981 - 1960||1981

Gruppo scultoreo costituito da sette figure antropomorfe a tutto tondo realizzate in marmo bianco di Carrara. Le sculture, di dimensioni monumentali, presentano una forte semplificazione formale e sono caratterizzate da corpi verticali privi di dettagli anatomici, impostati secondo una rigorosa sintesi geometrica. Le figure, autonome ma concepite come insieme unitario, sono disposte nello spazio secondo un andamento poligonale irregolare che favorisce il dialogo reciproco e la percezione ambientale dell’opera. La superficie levigata e il candore del marmo accentuano il carattere astratto e atemporale della composizione.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO gruppo scultoreo
  • MATERIA E TECNICA marmo di Carrara
  • ATTRIBUZIONI Melotti, Fausto (1901-1986)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea
  • INDIRIZZO Via Palestro, 14, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE "I Sette Savi" costituisce uno dei nuclei più significativi della produzione monumentale di Fausto Melotti e rappresenta l’esito di una lunga elaborazione sviluppata dall’artista a partire dagli anni Trenta. L’opera trae origine dalle riflessioni sulla figura umana avviate con le sculture astratte presentate alla Galleria Il Milione nel 1935 e trova un precedente diretto nel gruppo delle Costanti Uomo, esposto alla VI Triennale di Milano del 1936. In queste opere Melotti riduce la figura a un’essenza geometrica e spirituale, liberandola da ogni caratterizzazione individuale per trasformarla in simbolo universale.\nIl tema dei sette sapienti dell’antica Grecia (Talete, Solone, Periandro, Cleobulo, Chilone, Biante e Pittaco) viene reinterpretato dall’artista attraverso figure silenziose e immobili, prive di attributi narrativi e immerse in una dimensione sospesa tra astrazione e metafisica. Le sculture si presentano come presenze enigmatiche e contemplative, affini ai manichini della pittura metafisica, ma tradotte in una forma essenziale che riflette la ricerca di armonia, misura e ordine propria del linguaggio melottiano. La versione oggi conservata nelle collezioni del Museo del Novecento e collocata nel giardino del PAC rappresenta l’ultima elaborazione del soggetto, realizzata nel 1981 in marmo di Carrara. Rispetto alle precedenti versioni in gesso e in Pietra di Viggiù, l’artista perfeziona ulteriormente la sintesi formale delle figure, affidandosi a un materiale nobile e durevole che ne accentua il carattere monumentale e senza tempo. Le sette figure, immerse nel verde e disposte come in un silenzioso colloquio filosofico, instaurano un dialogo tra arte, natura e architettura, trasformando lo spazio circostante in un luogo di meditazione.\nL’opera testimonia alcuni dei temi centrali della poetica di Melotti: la tensione verso un’astrazione lirica, il rapporto tra arte e pensiero filosofico, e la concezione musicale della forma. Come accade in molte sue sculture, il ritmo delle presenze nello spazio richiama una partitura, nella quale ogni figura agisce come una nota all’interno di una composizione corale fondata su equilibrio, pausa e variazione. Collocati stabilmente nel giardino del Padiglione d’Arte Contemporanea, i Sette Savi sono oggi una delle opere più riconoscibili del patrimonio artistico milanese. Sopravvissuti anche all’attentato che nel 1993 distrusse il PAC, costituiscono un punto di riferimento simbolico nel dialogo tra il Museo del Novecento, la GAM e il Padiglione d’Arte Contemporanea.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2018
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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