Contrasto di forme. composizione astratta

dipinto 1913 - 1913

Composizione astratta costruita attraverso l’intersezione di forme cilindriche, coniche e sferiche articolate nello spazio mediante un serrato gioco di volumi e contrasti tonali. Gli elementi plastici, semplificati e dilatati, si compenetrano in una struttura dinamica priva di riferimenti prospettici tradizionali. La superficie pittorica è organizzata secondo rapporti ritmici tra linee curve e segmenti geometrici che suggeriscono una percezione simultanea dello spazio. La gamma cromatica, ridotta e calibrata, accentua la solidità volumetrica delle forme e il senso di movimento interno della composizione.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA cartone/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Léger, Ferdinand (1881-1955)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo del Novecento. Collezione Jucker
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzato nel 1913, "Contrasto di forme" appartiene al ciclo dei "Contrastes de formes", nucleo centrale della ricerca di Fernand Léger negli anni immediatamente precedenti la Prima guerra mondiale. L’opera è in diretto rapporto con una composizione di maggiori dimensioni, eseguita nello stesso anno e conservata al Musée d’Art Moderne di Parigi, e rappresenta uno dei momenti più avanzati della riflessione dell’artista sul linguaggio cubista e sulla costruzione dinamica dello spazio pittorico. Pur avvicinato da Guillaume Apollinaire nel 1912 al cosiddetto Cubismo orfico insieme a Francis Picabia e Marcel Duchamp, Léger sviluppa una ricerca autonoma nella quale il colore assume un ruolo subordinato rispetto alla tensione plastica dei volumi. Nei Contrasti di forme l’artista abbandona progressivamente ogni riferimento descrittivo diretto per concentrarsi sull’organizzazione simultanea di linee, forme e colori, concepiti come elementi autonomi di costruzione dell’immagine. Le strutture cilindriche, i coni e le sfere che attraversano la composizione richiamano ancora il tema del manichino e dell’elemento meccanico, ma senza tradursi in una vera rappresentazione oggettiva: diventano piuttosto strumenti per interpretare la realtà attraverso ritmo, energia e dinamismo.\nNel saggio "Les origines de la peinture et sa valeur représentative", pubblicato proprio nel 1913, Léger definisce il proprio concetto di “realismo” come disposizione simultanea delle tre grandi qualità plastiche – linee, forme e colori – chiarendo le basi teoriche di queste opere. In tale prospettiva, il dipinto non mira a rappresentare il mondo visibile, ma a costruire una realtà autonoma fondata sui rapporti tra le forme e sulla percezione dinamica dello spazio.\nL’opera è entrata nelle Civiche Raccolte d’Arte di Milano nel 1992 con l’acquisizione della Collezione Jucker, importante nucleo dedicato alle Avanguardie internazionali del Novecento oggi parte delle collezioni del Museo del Novecento.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2018
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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