A sera. gruppo di persone

dipinto 1910 - 1915

Dipinto realizzato a tempera su carta. La composizione presenta una scena mondana animata da figure eleganti, costruita attraverso un segno rapido e sintetico e da una stesura pittorica frammentata e vibrante. Le campiture cromatiche, dominate da tonalità brune, grigio-azzurre e accensioni rosse, sono trattate con andamento libero e non finito, lasciando ampie zone del supporto visibili. La materia pittorica fluida e il tratto nervoso contribuiscono a conferire alla scena un forte senso di movimento e immediatezza.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA carta/ pittura a tempera
  • MISURE Altezza: 34 cm
    Larghezza: 43 cm
  • ATTRIBUZIONI Bonzagni, Aroldo (1887-1918)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Duomo, 12, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Databile attorno al 1910, "Uscita dalla Scala" appartiene alla fase immediatamente successiva alla formazione di Aroldo Bonzagni presso l’Accademia di Brera, momento in cui l’artista indirizzò la propria ricerca verso una rappresentazione vivace e anticonvenzionale della società contemporanea. In questi anni Bonzagni si dedicò infatti alla descrizione della vita elegante e mondana della Milano d’inizio Novecento, sviluppando un linguaggio caratterizzato da forte immediatezza espressiva, deformazioni caricaturali e accenti spesso tendenti al grottesco. Il dipinto raffigura il pubblico all’uscita del Teatro alla Scala, luogo emblematico della mondanità borghese cittadina, osservato con uno sguardo insieme ironico e critico. Le figure eleganti, avvolte in pellicce e abiti raffinati, emergono da una composizione animata e frammentaria, costruita attraverso un segno rapido e nervoso e una materia pittorica fluida e sintetica. Più che alla descrizione puntuale dei personaggi, Bonzagni sembra interessato a restituire il carattere effimero della vita sociale urbana, colta nel suo continuo movimento.\nLa deformazione dei volti e delle silhouette, unita all’andamento quasi grafico della pennellata, rivela l’interesse dell’artista per la satira di costume e per una rappresentazione critica della borghesia contemporanea. Tale sensibilità trova riscontro anche nell’attività illustrativa svolta da Bonzagni per alcune importanti riviste dell’epoca, nelle quali affinò una cifra stilistica capace di coniugare osservazione sociale, sintesi formale ed espressività caricaturale.\nL’opera entrò nelle Civiche Raccolte d’Arte di Milano nel 1931 grazie al lascito di Isaia Zancone. Dal 1963 al 1988 il dipinto fu depositato presso la Civica Galleria d’Arte Moderna di Cento e oggi fa parte della collezione del Museo del Novecento.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2018
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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