Scultura n. 23. composizione astratta

rilievo 1935||1968 - 1935||1968

Bassorilievo astratto a pianta quadrata costituito da una superficie in gesso modulata attraverso sottili incisioni verticali, sequenze di quadrati in rilievo e due elementi ovali plastici. La composizione è organizzata secondo una rigorosa scansione geometrica che alterna superfici lisce e interventi ritmici in bassorilievo. La parte sinistra è caratterizzata da una successione di linee verticali concluse da una doppia fila di moduli quadrati, mentre il settore destro presenta un ampio campo uniforme interrotto dalla teoria orizzontale dei quadrati e dalle due ellissi sovrapposte. L’opera evidenzia il rapporto tra volume, luce e modulazione spaziale tipico della ricerca astratta di Melotti negli anni Trenta.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO rilievo
  • MATERIA E TECNICA gesso
  • ATTRIBUZIONI Melotti, Fausto (1901-1986)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 1935, "Scultura n. 23" appartiene al nucleo delle opere astratte concepite da Fausto Melotti nel clima culturale milanese degli anni Trenta, in stretto dialogo con il Razionalismo architettonico e con le ricerche europee dell’astrazione geometrica. L’opera sviluppa una complessa articolazione tra superfici lisce e rilievi modulari, fondata sull’alternanza tra ordine matematico e sensibilità lirica, elementi centrali nella poetica dell’artista. Il rapporto tra positivo e negativo, rilievo e incisione, genera un delicato equilibrio percettivo che amplifica la profondità dello spazio plastico pur nella quasi totale assenza di volume. Come in molte opere astratte di Melotti, la costruzione compositiva richiama esplicitamente la struttura musicale: la ripetizione modulare delle linee verticali e dei quadrati suggerisce infatti l’andamento di una partitura o di un pentagramma, nel quale pause, variazioni e ripetizioni costruiscono un ritmo visivo assimilabile a un fraseggio musicale. Le due ellissi introducono invece una sorta di “nota dissonante” all’interno dell’ordine geometrico della composizione, accentuandone il carattere poetico e meditativo.\nL’opera rivela inoltre l’interesse di Melotti per le ricerche degli architetti razionalisti e per l’astrazione europea, in particolare per le esperienze presentate alla Galleria del Milione negli stessi anni. Esposta nel 1963 alla mostra "Aspetti dell’arte contemporanea" all’Aquila, contribuì alla riscoperta critica della produzione astratta dell’artista. L’originale venne successivamente replicato da Melotti nel 1968 in quattro esemplari; la prova d’artista oggi conservata al Museo del Novecento fu donata alle Civiche Raccolte nel 1979 insieme al nucleo delle prove d’artista realizzate per la mostra antologica di Palazzo Reale.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039910
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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