Il cimitero dei bambini

assemblaggio

Opera polimaterica. All'interno di una scatola di legno, che funge da supporto, sono applicate delle figure di pane. Fa da sfondo una pellicola plastica dorata

  • OGGETTO assemblaggio
  • ATTRIBUZIONI Lai Maria (1919/ 2013)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Pinacoteca nazionale di Sassari
  • LOCALIZZAZIONE Collegio Gesuitico Canopoleno (ex)
  • INDIRIZZO Piazza Santa Caterina, 4, Sassari (SS)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nella produzione artistica degli anni Settanta di Maria Lai emergono, oltre alle note opere legate alla “tessitura”, delle piccole sculture che utilizzano come materiale principale il pane. Per l’artista è un ritorno al periodo dell’infanzia, quando, come lei stessa racconta, era solita aiutare le donne della famiglia nella creazione degli elaborati pani delle feste: una consuetudine che considerava come la sua prima accademia. Ma le sculture di pane si inseriscono anche nel solco di ricerche artistiche contemporanee, dall’Arte Povera all’arte concettuale, anche per via dell’uso di materiali “alimentari” (si pensi alle “michette” pietrificate di Piero Manzoni o ai “panini all’immondizia” di Spoerri). Vi è da sottolineare, però, che nei Pani della Lai, più che un valore sperimentale e decorativo, può scorgersi un significato esistenziale, quasi sacrale. Il pane, infatti, rappresenta per l’artista materia viva, che lievita, e di conseguenza un simbolo stesso di vita. Sebbene questa particolare produzione veda un inizio – episodico – convenzionalmente databile al 1967, i suoi esiti vengono esposti per la prima volta nel gennaio 1977 nella Galleria del Centro a Imola, in una mostra accompagnata da un testo di Marcello Venturoli. L’opera in esame, dal titolo Il cimitero dei bambini (1975), ha come punto di partenza una scatola/cornice lignea, utilizzata già per i Paesaggi e i Telai degli anni Sessanta. Al suo interno si inseriscono le variegate figurine abilmente impastate, intagliate e cotte dall’artista: una figura di Lazzaro avvolto in fasce e deposto entro un sepolcro, che alla fine lo fa somigliare a un neonato in culla; due bambini che sorreggono una ghirlanda; un cavallino; una bicicletta; una casa sul cui tetto è posato un volatile; diverse figure infantili. Qui e lì sono variamente disposti dei piccoli pani dalle forme più o meno decorate, alcuni dei quali poggiano sui supporti lignei che fissano le figure alla struttura. Il fondo è impreziosito da una pellicola plastica dorata: un materiale moderno, dall’aspetto freddo e respingente, in evidente contrasto con il calore e la vitalità del pane. Essa rappresenta l’universo, affascinante e agghiacciante al tempo stesso, che da un lato dona la vita e dall’altra ci racchiude, quasi ci soffoca: una raffigurazione plastica del binomio vita/morte cui allude già il titolo stesso dell’opera. L’opera è stata acquistata in seguito alla vittoria del bando relativo al Piano per l’Arte Contemporanea 2024 della Direzione Generale Creatività Contemporanea, proveniente da collezione privata
  • TIPOLOGIA SCHEDA opere/oggetti d'arte contemporanea
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000251217
  • NUMERO D'INVENTARIO 726
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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