tagliacarte (prima metà SECOLI/ XX)

tagliacarte

Manico bicolore a sezione circolare bombata ai lati, lama triangolare allungata con alla base due linguette sporgenti lateralmente e, all'estremità opposta, una punta ricurva e aperta. Gancio da parete su un verso

  • OGGETTO tagliacarte
  • CLASSIFICAZIONE UTENSILI PER SCRIVERE
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Casa Museo di Antonio Gramsci
  • LOCALIZZAZIONE Casa Museo di Antonio Gramsci
  • LOCALIZZAZIONE Ghilarza (OR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Appartenente all'omonimo nipote Antonio Gramsci Jr., figlio di Giuliano, secondogenito di Gramsci e Giulia Schucht, il manufatto è stato dichiarato, insieme ad altri custoditi all’interno della Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza, d'interesse culturale storico e artistico nel 2016. Si tratta per lo più di oggetti di preminente rilievo storico, dal momento che hanno fatto parte della vita personale di un personaggio di fama internazionale qual era Antonio Gramsci e come tali molti di essi furono inseriti, a metà degli anni Settanta, nel percorso espositivo ideato dalla ricercatrice Elsa Fubini, per conto dell'Istituto Gramsci di Roma e posto in essere nell'allestimento museale realizzato dall'architetto Cini Boeri. Più volte Gramsci aveva citato nelle sue lettere scritte dal carcere il tagliacarte, ma si trattava sempre di oggetti costruiti da lui stesso con l'impiego del legno: il 2 maggio del 1927 scriveva dal carcere di San Vittore (MI) alla cognata Tatiana Schucht : "Ho, con infinita pazienza, fabbricato un piccolo tagliacarte di legno", che intendeva regalarle. L'anno successivo, nella lettera del 19 novembre inviata alla moglie Giulia dal carcere di Turi, chiedeva se era stato di suo gradimento il tagliacarte inviatole in regalo, e aggiungeva "Sai che mi è costato quasi un mese di lavoro e mezzi i polpastrelli consumati?"
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000251200
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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