servizio di posate (fine/ metà SECOLI/ ARCHI DI SECOLI/ XIX-XX)

servizio di posate

Corpo unico con impugnatura rettangolare restringentesi al centro, all'estremità opposta quattro rebbi paralleli per la forchetta, concavità ovale per il cucchiaio

  • OGGETTO servizio di posate
  • CLASSIFICAZIONE OGGETTI D'USO DOMESTICO
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Casa Museo di Antonio Gramsci
  • LOCALIZZAZIONE Casa Museo di Antonio Gramsci
  • LOCALIZZAZIONE Ghilarza (OR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Appartenente all'omonimo nipote Antonio Gramsci Jr., figlio di Giuliano, secondogenito di Gramsci e Giulia Schucht, il manufatto è stato dichiarato, insieme ad altri custoditi all’interno della Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza, d'interesse culturale storico e artistico nel 2016. Si tratta per lo più di oggetti di preminente rilievo storico, dal momento che hanno fatto parte della vita personale di un personaggio di fama internazionale qual era Antonio Gramsci e come tali molti di essi furono inseriti, a metà degli anni Settanta, nel percorso espositivo ideato dalla ricercatrice Elsa Fubini, per conto dell'Istituto Gramsci di Roma e posto in essere nell'allestimento museale realizzato dall'architetto Cini Boeri. Queste posate in particolare figuravano all'interno della sezione denominata "Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare", frase pronunciata dal Pubblico Ministero Michele Isgrò al processo contro Antonio Gramsci il 2 giugno del 1928. Nella lettera alla cognata Tatiana Schucht, scritta dal carcere di San Vittore a Milano il 5 maggio 1927, Gramsci faceva riferimento all'uso quotidiano di posate in legno, soprattutto cucchiai e cucchiaini. Il cucchiaio compare in una foto d'epoca con didascalia "Posate del carcere" (CASA GRAMSCI 2012), insieme ad uno appartenente ad un altro servizio (NCTN 2000251185, inv. BCSA 26/1)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000251188
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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