calamaio (prima metà SECOLI/ XX)
calamaio
Parallelepipedo a base quadrata con corpo centrale costituito da due cilindri sovrapposti, sul collo esterno spirale di avvitamento per tappo cilindrico interno su cui si inserisce un ulteriore esterno a calotta semisferica
- OGGETTO calamaio
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CLASSIFICAZIONE
UTENSILI PER SCRIVERE
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Casa Museo di Antonio Gramsci
- LOCALIZZAZIONE Casa Museo di Antonio Gramsci
- LOCALIZZAZIONE Ghilarza (OR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Appartenente all'omonimo nipote Antonio Gramsci Jr., figlio di Giuliano, secondogenito di Gramsci e Giulia Schucht, il manufatto è stato dichiarato, insieme ad altri custoditi all’interno della Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza, d'interesse culturale storico e artistico nel 2016. Si tratta per lo più di oggetti di preminente rilievo storico, dal momento che hanno fatto parte della vita personale di un personaggio di fama internazionale qual era Antonio Gramsci e come tali molti di essi furono inseriti, a metà degli anni Settanta, nel percorso espositivo ideato dalla ricercatrice Elsa Fubini, per conto dell'Istituto Gramsci di Roma e posto in essere nell'allestimento museale realizzato dall'architetto Cini Boeri. L'oggetto in particolare figurava all'interno della sezione denominata "Dalla cella di Turi di Bari", comprendente gli anni 1928-1933. Sicuramente di un oggetto come il calamaio Gramsci ne fece largo uso in carcere, come scrisse nella lettera a sua cognata Tatiana Schucht dal carcere di San Vittore a Milano già il 19 marzo del 1927: "io devo scrivere di botto, nel poco tempo in cui mi vengono lasciati il calamaio e la penna." A proposito delle sorelle Schucht, in una fotografia risalente al secondo dopoguerra s'intravede l'oggetto adagiato, insieme ad altri, su uno dei tre ripiani all'interno di una vetrina presente presso la loro abitazione a Mosca (GRAMSCI 2014, foto n. 45)
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000251186
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0