Venere e Cupido
piattello
1700-1799
Cappelletti Nicola (1691/ 1767)
1691/ 1767
Piattello con cavetto poco rilevato su cui è raffigurata una scena mitologica (Venere e Cupido, o Anfitrite?); sulla tesa putti alati fra ghirlande di fiori. Colori: verde, bruno, blu, giallo, arancio
- OGGETTO piattello
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MISURE
Diametro: 17
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ATTRIBUZIONI
Cappelletti Nicola (1691/ 1767): esecutore
- LOCALIZZAZIONE Sarroch (CA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La sommarietà del disegno, l'uso della tavolozza con la dominante del verde/bruno, le peculiari tipologie facciali, la presenza del sole (qui ripetuto due volte) come cifra personale, ci riconducono alla mano di Nicola Cappelletti, un significativo rappresentante della manifattura di Castelli che, nel corso del secolo XVIII, ha fatto largo uso di temi mitologici e allegorici, insieme a quelli di tipo paesaggistico. Nicola, fratello di Candeloro, è nipote e allievo di Carlo Antonio Grue (1655 - 1723) il principale innovatore della scuola castellana a cui si deve l'affrancamento della precedente tradizione dell'istoriato umbro - marchigiano e l'uso di prototipi pittorici e incisori per le iconografie. L'uso delle teorie di putti tra festoni è elemento comune fra i pittori di castelli (i Grue, i Gentile, i Cappelletti), mentre la scena centrale potrebbe essere tratta da stampe note e diffuse (A. Tempesta, M. A. Raimondi, A. Carracci...), anche rielaborate in maniera personale
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000050407
- DATA DI COMPILAZIONE 1992
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0