Madonna della Lettera

dipinto

La tela, entro una cornice in legno, è posta nel salone della "Scala monumentale" al Palazzo degli Elefanti, corredata da una targhetta che riporta la dicitura "Catalano Secolo XVIII/Madonna della Lettera"

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Domenico Mariolì (attribuito): pittore
    Antonio Catalano (attribuito)
  • LOCALIZZAZIONE palazzo degli Elefanti
  • INDIRIZZO piazza Duomo, 1, Catania (CT)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La tela fu donata alla cittadinanza catanese dal senato messinese ed è descritta nei particolari dal Romito Agateo. Ai primi di maggio 1669 il senato di Messina inviò a Catania, assediata dalla lava, una lettera con cui prometteva la sua illimitata disponibilità d'aiuto. Si rafforzò così un affettuoso rapporto di vicinanza tra le due città "gemelle" che portò, addirittura, a uno "scambio" di protettori. Il senato catanese volle infatti, con fede giurata, eleggere la Madonna della Lettera a Protettrice della città decretandone, come a Messina, la festa al 3 Giugno. Nella lotta alla lava la Madonna si affiancò a sant'Agata già divenuta Protettrice di Messina. Per invocare l'aiuto della santa Vergine il Quadro di Mariolì fu esposto il 3 aprile 1669 sull'altare maggiore della Cattedrale. Nei secoli successivi la tela fu custodita nella chiesa della Madonna della Lettera , costruita nel 1667 in via Santa Maria della Lettera a Catania. Sede della omonima confraternita di medici e giuristi, la chiesa fu danneggiata dal sisma del 1693. Ricostruita, fu definitivamente distrutta dai bombardamenti del 1943. La tela fu così trasferita a Palazzo degli Elefanti. Il dipinto dalla tormentata storia e dalla dubbia attribuzione, ritenuto da alcuni opera del 1657 del messinese Domenico Mariolì , da altri del suo coevo conterraneo Antonio Catalano, detto "il Giovane", allievo del Barbalonga. Comunque sia, sembra oggi più documentata l'attribuzione a Mariolì. Scrive Anselmo Grasso, frate cappuccino del convento di Acireale, detto il Romito Agateo, nel suo libro: " In questo Quadro effigiati si veggono l'Imagine della stessa Vergine, con li due nobilissimi Ambasciadori della Città di Messina, genuflessi, che riverenti ricevono dalle mani di detta Signora un foglio con li seguenti caratteri... MARIA VIRGO Ioachim filia humilis Ancilla Dei Iesu Cristi Crucifixi Mater ex tribu Iuda stirpe David, Messanensibus omnibus salutem, et Dei Patris omnipotentis Benedictionem. Vos omnes fide magna legatos, ac Nuncios per publicum documentum ad nos misisse constat. filium nuorum Dei genitum Deum, et hominem esse fatemini, et in Coelum post suom Resurrectionem ascendisse, Pauli Apostoli electi predicatione mediante, viam veritatis agnoscentes. ob quod Vos, et ipsam Civitatem benedicimus, cuius perpetuam Prtectricem nos esse videmus; Anno filij nostri XLII. Ind: 1. III nonas Iunij. Ind. XXII feria v. ex hierosoljmis.... Questo fu il Tenore della Sagra Epistola tradotta poi dall'Ebraico nel Greco e da questi nel Latino Idioma: onde con ragione è celebrata ogn'anno a 3 Giugno da quella nobilissima ed esemplare Città con tanto fausto e pompa, che rende attonito il mondo scorgersi ancora nello stesso Quadro, effigiato a canto della B. Vergine l'Apostolo Paulo, come quello che diede à Messinesi la prima notizia della fede di Cristo, e della sua Santissima Madre esortandoli a prenderla per Avvocata, e Protettrice della Città, onde il Senato di Catania, volendo adesso imitar l'esempio di Messina ha voluto con fede giurata eliger la Beata Vergine sotto questo titolo della Lettera per la Protettrice di questa Città, festigiando ogn'anno con ogni pompa possibile la di lei solennità nel medesimo giorno de tre di Giugno, e nel mercoledì d'ogni settimana, recitasse devotamente le sue Lodi, insieme con quelle della B. Mart.. "[Sant'Agata]
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900384898
  • DATA DI COMPILAZIONE 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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