ferula - manifattura toscana (seconda metà sec. XV)
ferula
1450 - 1499
La ferula presenta l'innesto dell'asta a sezione esagonale, con ciascuna faccia decorata da losanghe racchiudenti uccelli acquatici, da rosette e spighe, in argento a sbalzo. Il nodo sorge su una base ornata da foglie accartocciate ed in esso è posto un tempietto, con coppie di monofore gotiche e rosone su ciascuna faccia, cuspidi e contrafforti. Segue il riccio, a sezione rettangolare, recante su ciascuna faccia placchette rettangolari, alcune con ramo sinuoso con due fiori, altre con figure di Cristo e di Santi, in smalto traslucido, alternate fra loro. Cordone perlinato lungo i profili. Sul terminale del riccio è posto un pomello. Lungo il profilo esterno foglie d'acanto si alternano ad animali in corsa (un capriolo, 5 cani)
- OGGETTO ferula
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MATERIA E TECNICA
argento/ laminazione/ stampaggio/ sbalzo/ incisione/ fusione/ doratura
SMALTO
- AMBITO CULTURALE Manifattura Toscana
- LOCALIZZAZIONE Tricarico (MT)
- INDIRIZZO Europa, ITALIA, Basilicata, MT, Tricarico, Matera - Irsina, Tricarico (MT)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La ferula è un pezzo d'oreficeria di estremo interesse ma molto problematico, i cui caratteri non si riscontrano in ambito napoletano ma piuttosto in lavori di area toscana. Qui si riscontrano fra l'altro il susseguirsi di placchette con fiori a rilievo con altre in smalto traslucido, il tipo del nodo col fogliame, le foglie d'acanto lungo il profilo esterno, che sono motivi già trecenteschi, presenti nella ferula di Città di Castello, realizzata verso il 1324 da un orafo senese, e continuati a lungo nel XV secolo. I Catello (1975, p. 65) datano l'opera al secondo Quattrocento e ne indicano l'origine in un centro toscano non identificato. La successiva bibliografia ha accolto queste proposte ed anche un'altra, formulata da Elio Catello nel 1994 (Argenti in Basilicata, p. 21), relativa alla presenza sul dorso di un capriolo che insegue dei cani. Questa parte sarebbe un'aggiunta successiva e si potrebbe porre in relazione col vescovo Muzio Antonio Caprioli, a Tricarico dal 1554 al 1585, che avrebbe in tal modo personalizzato la ferula. E questa non è la sola manomissione subita dal riccio in quanto anche il pomello sul suo terminale è incongruo, posto a sostituzione di qualche figura rovinata in un momento non definibile, forse anche al tempo del Caprioli
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1700123826
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
- DATA DI COMPILAZIONE 1974
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0