bacino, Bacino architettonico (primo quarto SECOLI/ XIV)
Il bacino in ceramica, unico esempio in tutta la Puglia dell’utilizzo decorativo-architettonico di questo tipo di oggetti, doveva essere in origine ‘affiancato’ da altri due, murati nei due contrafforti successivi alla stessa altezza e le cui cavità vuote, oggi riempite, erano ancora visibili nel 1993. Osservabile solo a distanza e analizzabile grazie a una buona ripresa fotografica, il recipiente superstite si presenta a forma di scodella molto profonda, la cui tesa però è frammentaria, e con un diametro piuttosto ampio. Sopra un’invetriatura di colore giallastro, ottenuta forse con rivestimento stannifero, campeggia sul fondo del bacino, al centro di una circonferenza in bruno, la figura di un grosso pesce squamato disposto in verticale e realizzato in tricromia di bruno, verde e giallo. Il pesce, di cui è andata persa quasi tutta la testa e che presenta squame puntinate, pinne e coda verdi, quest’ultima tratteggiata con linee parallele brune, è racchiuso tra due palmette, una campita di bruno e l’altra di verde. Di tipo geometrico è invece l’ornato che corre lungo il bordo e sulla tesa, dove si alternano sistematicamente i due colori principali, bruno e verde
- OGGETTO bacino
-
MATERIA E TECNICA
Opere-oggetti d'arte/ maiolica
-
CLASSIFICAZIONE
contenitori
- AMBITO CULTURALE Ambito Pugliese
- LOCALIZZAZIONE Lucera (FG)
- INDIRIZZO Piazza Tribunali, s.n.c, Lucera (FG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Nonostante in altri casi meridionali siano state utilizzate ceramiche d’importazione e benché prodotti di tali origini siano stati importati anche in Capitanata e nella stessa Lucera (mai però adoperati nelle architetture sacre), questo unico esempio di bacino murato pugliese è da considerarsi un prodotto locale, appartenete alla categoria delle protomaioliche invetriate e smaltate diffuse e prodotte nel XIII secolo in tutta l’Italia meridionale. Il motivo decorativo della tesa è ad esempio molto simile a quello che orla il notissimo piatto con un’arpia, databile a fine XIII-primi XIV secolo, proveniente dalla fortezza della stessa Lucera; quello della palmetta si ritrova in un frammento di Siponto; la figura del pesce trova affinità iconografiche con quelle di alcune ciotole rinvenute all’interno di una fossa di scarico nel Castello di Lagopesole (PZ) datate all’età angioina. Se a questi elementi aggiungiamo il fatto che il rivestimento giallo è diffuso nelle protomaioliche del maturo periodo angioino, è possibile concludere che anche il bacino di Lucera sia stato prodotto in questa fase, probabilmente agli inizi del XIV secolo. Ricordiamo d’altronde che la costruzione della chiesa su cui è murato, favorita da Carlo II d’Angiò (1285-1309), è sostanzialmente contemporanea a quella del Duomo, il quale fu terminato intorno al 1317
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600389301
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0