decorazione musiva - ambito Italia meridionale (sec. XIII)

decorazione musiva 1200 - 1299

Su un fondo oro si stagliano sette figure: domina il catino absidale quella dell'Arcangelo Michele dalle ali spiegate. Nella destra regge un'asta terminante in un fiore, nella sinistra unb globo trasparente sormontato dalla croce. La testa è cinta da un'aureola, i capelli ad anelli sono fermati da un nastro. Veste una tunica rossa bordata da una fascia dorata e gemmata come la cintura e la stola che si incrocia sul petto e scende fino ai piedi calzati di rosso e oro. Sotto ai piedi è un tappeto verde. Al di sotto assiso in trono, è S. Matteo col libro del Vangelo aperto nella sinistra e con la destra benedicente. E' rivestito di un abito azzurro e un mantello rosso. Alla sua destra, inginocchiata è la figurina di Giovanni da Procida che veste un abito in oro con una cintura gemmata un mantello rosso e un collare d'oro e lA testa coperta dal berretto dUCAle dal quale fuoriescono i lunghi capelli bianchi. Le figure in piedi sono da sinistra:S. Fortunato uno dei martiri salernitani, con tunica verde chiaro e un libro nelle mani, S. Giacomo, simile al precedente nell'iconografia e S. Lorenzo, con una semplice tunica azzurra guarnita da una cintura gemmata e da un lungo pallio con un libro nelle mani. Su ciascuna figura è indicato il nome del Santo e ai loro piedi è raffigurato u

  • OGGETTO decorazione musiva
  • MATERIA E TECNICA marmo/ mosaico
  • MISURE Profondità: 500
    Altezza: 1500
    Larghezza: 600
  • AMBITO CULTURALE Ambito Italia Meridionale
  • LOCALIZZAZIONE Salerno (SA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE un prato con piante verdi e fiori. Tutt'intorno l'arco che chiude il catino, corre una fascia con decorazioni bizantineggianti, interrotte al centro da un disco contenente una colomba; la fascia inferiore, più stretta è decorata a gemme. segue un fregio rosso scuro con l'iscrizione dedicatoria a caratteri longobardi. un'altra iscrizione ricorda i restauri fatti fare da Pio IX. L'abside destra, fin dalle oigini, fu adibita a cappella e consacrata all'Arcangelo Michele. In seguito fu detta delle Crociate perchè in occasione della visita a Salerno di Papa Urbano II, vi fu istituita una confraternita che aveva lo scopo di raccogliere uomini e fondi per la liberazione del santo Sepolcro. Poi fu detta cappella di Giovanni da Procida (1210-1298) perchè questo illustre salernitano ne ebbe il diritto di patronato e fece eseguire i bellissimi mosaici che l'adornano. Fu chiamata cappella di Gregorio VII dal 1614 quando si depose il corpo del Pontefice che, fino ad allora, era stato conservato nel sarcofago che ancora oggi si vede addossato al muro, accanto al recinto della stessa cappella. La balaustrata con l'inferriatura furono fatte fare nel 1771 dal Capitolo che ne aveva avuto diritto di patronato. I mosaici, in rovina già da secoli, furono fatti restaurare nel 1877 da Papa Pio IX che ne aveva constatato lo stato d'abbandono durante la sua visita a Salerno nel 1849. I lavori furono completati nel 1956
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500671328
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino
  • DATA DI COMPILAZIONE 1984
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • ISCRIZIONI Personaggi: San Michele Arcangelo; San Lorenzo; San Fortunato; San Giacomo; San Giovanni; Giovanni da Procida -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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