Madonna con Bambino (gruppo scultoreo) - ambito Italia centro-meridionale (anni trenta XIV)

gruppo scultoreo

Scultura lignea raffigurante originariamente una Madonna con Bambino. La figura della Vergine, attualmente priva delle braccia, è rappresentata in posizione seduta su quello che doveva essere un trono o un sedile, di cui rimane visibile solo la base sulla quale si appoggiano le pieghe della veste e le punte dei piedi. Il modellato del corpo rivela la forma dell'abito originario: una veste cinta sotto il seno da una fascia, dalla quale si diparte un movimento di pieghe che si fanno più morbide e ampie scendendo verso le gambe, anche queste danneggiate da interventi successivi, e i piedi. Ai lati si intravede appena l'orlo di un mantello che in origine doveva avvolgere anche le braccia, ma che oggi risulta a malapena leggibile. La testa presenta un volto elegante e minuto. Gli occhi sono stati sostituiti in epoca posteriore con inserti vitrei, e la lettura della capigliatura è compromessa da ridipinture. La figura del Bambino, un tempo parte integrante della composizione scultorea, è stata distaccata dalla sede originaria e attualmente è collocata su un supporto indipendente. L'intero gruppo poggia su una base pentagonale, sulla cui faccia anteriore è incisa un'epigrafe commemorativa di un restauro ottocentesco

  • OGGETTO gruppo scultoreo
  • AMBITO CULTURALE Ambito Italia Centro-meridionale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di S. Maria del Monte
  • INDIRIZZO Viale della Rimembranza, Campobasso (CB)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La scultura lignea della Madonna del Monte si inserisce nella serie di opere raffiguranti la Madonna seduta con il Bambino poggiato sulla gamba sinistra o al centro, diffuse in numerose chiese molisane e cronologicamente ascrivibili al XIV secolo. La Catalano riconosce in queste opere, oltre a una comune tipologia iconografica e compositiva, anche elementi stilistici condivisi: la ricerca della monumentalità e la semplificazione di volumi e ritmi. Tali caratteristiche fanno ipotizzare la presenza sul territorio molisano di botteghe specializzate di maestri scultori, dotate di un linguaggio artistico peculiare e di una propria caratterizzazione tecnica (Catalano, 2004, pp. 351-352). Nel corso dei secoli l'opera ha subito interventi drastici che ne hanno alterato permanentemente la struttura originaria. Questi interventi, spesso motivati dalla volontà di adeguare l'immagine sacra ai gusti estetici dei fedeli, hanno finito per trasformare la scultura in un vero e proprio manichino da rivestire con abiti e parrucca. Il Gasdia, sulla base di un sopralluogo effettuato negli anni Cinquanta del Novecento, documenta le manomissioni subite dalla statua: riferisce che "per mostrarla in piedi" erano state spezzate le ginocchia, forse per mascherare sotto l'abito la profondità delle gambe piegate, e le era stato aggiunto uno zoccolo realizzato con assicelle di legno. La descrive inoltre già priva delle braccia, probabilmente rimosse per facilitare le operazioni di vestizione, e sostituite all'epoca con una coppia di nuova fattura (Gasdia, 1960, vol. I, pag. 573 – 576). Nella descrizione del Gasdia e nelle fotografie più antiche della scultura è chiaramente leggibile un'iscrizione che documenta l'intervento di restauro eseguito nel 1824 da un certo "Joseph Pecorari", definito dallo studioso "l'operaio legnaiuolo". Sotto questa data compare l'anno 1334, probabile riferimento a una fonte documentaria relativa alla creazione originale dell'opera, successivamente andata perduta. Attualmente la scultura, dopo essere stata oggetto di un restauro non autorizzato nel 2009, è conservata all'interno di una struttura lignea che costituisce il corpo del manichino sostitutivo esposto nella nicchia della chiesa per la venerazione dei fedeli
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1400081912
  • DATA DI COMPILAZIONE 2022
  • ISCRIZIONI Sulla base, al centro - JOSEPH PECORARI/ RESATURAVIT/ A.D. 1824/ A.D. 1334 - capitale - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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