Cappella. Dio Padre in gloria
dipinto murale
Zuccari Federico (e Aiuti)
1540-1541/ 1609
L'affresco raffigura Dio padre in gloria tra gli angeli; la decorazione pittorica della Cappella è scandita da paraste ioniche che suddividono lo spazio in scompartimenti e finte nicchie. Elementi decorativi a grottesche si alternano a decorazioni e cornici in stucco ed elementi architettonici a finto marmo
- OGGETTO dipinto murale
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MATERIA E TECNICA
intonaco/ pittura a fresco
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ATTRIBUZIONI
Zuccari Federico (e Aiuti): pittore
- LOCALIZZAZIONE Tivoli (RM)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L’appartamento privato del Cardinale Ippolito II è sito al piano superiore di Villa d’Este. Vi si accedeva per il Salone di rappresentanza, oggi denominato Salone delle Virtù (NCTN 1201415173), che immetteva nell’Anticamera (NCTN 1201415174) e, a seguire, nella Camera da Letto (NCTN 1201415175). A conclusione dell’appartamento si trova la piccola Cappella, opera di Federico Zuccari che la realizzò entro la primavera del 1572 con l’aiuto di un folto gruppo di pittori e stuccatori. L’angusto perimetro del vano è trasformato in una elaborata architettura illusionistica che fa da sfondo alle imponenti figure di Profeti e Sibille, avvolte in ampi panneggi. La loro qualità e i dettagli stilistici tradiscono la diretta autografia dello Zuccari (Barisi, 2004, pp. 30-32). Paraste ioniche , sopra una zoccolatura a finti marmi, suddividono lo spazio in finte nicchie sormontate da bassorilievi monocromi a finto bronzo, in cui appaiono invece evidenti gli apporti degli aiuti così come nella sistemazione pittorica della volta a botte che ospita, all’interno di eleganti cornici in stucco dorato, un ciclo con le Storie della Vergine. Secondo Tosini (1999, p. 219) Federico Zuccari dipinse di suo pugno gran parte delle scene principali tra cui l’Incoronazione della Vergine, al centro del soffitto, e il Dio Padre tra angeli sopra l’altare. La Presentazione al Tempio, la Nascita della Vergine, la Visitazione e la Morte della Vergine sono invece opera dei numerosi collaboratori. Secondo la studiosa inoltre, Zuccari, come prassi consueta, riutilizzò composizioni già impiegate in altri lavori dallo scomparso fratello Taddeo. Infatti la Morte della Vergine appare esemplata sull’omonimo riquadro della Cappella Pucci a Trinità dei Monti mentre le figure dei Profeti appaiono ispirati a quelli della Cappella Frangipane in S. Marcello al Corso e a quelli dell’abside di S. Eligio degli Orefici. Sull’altare si trova la Madonna della Ghiara, copia del dipinto realizzato per l’omonima chiesa di Reggio Emilia realizzato dal pittore Giovanni Bianchi nel 1573 su disegno di Lelio Orsi. Opera che, sullo scorcio del XVI secolo, aveva cominciato a fare miracoli e la cui fama stava diffondendosi grazie alla circolazione delle stampe devozionali (Occhipinti, 2009, p. 192). Dapprima sull’altare della Cappella era un grande dipinto su tela, realizzato nel 1570 da Giovanni de’ Vecchi che rappresentava un’Assunzione della Vergine, e che concludeva il programma iconografico delle Storie di Maria. Spostata la tela, il cardinale Alessandro (divenuto governatore della città di Tivoli e trasferitosi nella residenza tiburtina dal 1605) decise di far affrescare l’altare con una nuova immagine altrettanto venerata. Nel 1611 Antonio del Re, nelle sue Antichità Tiburtine, ricorda La Madonna di Reggio, segnalandone la posizione sull’altare della cappella, ma senza dichiararne l’autore. Come precisa Occhipinti (infra), anche nel caso della Cappella, il programma decorativo si rivela intensamente calato nel clima delle arcane mitologie locali indagate da Pirro Ligorio, ideatore del programma iconologico del progetto complessivo di decorazione interna della villa che si arrestò con la morte del Cardinale Ippolito II avvenuta nel 1572
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201415176-10
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Villa d'Este-Tivoli
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0