Tellus Stabilis. Allegoria della virtù

dipinto murale

L’Allegoria della Tellus Stabilis è rappresentata come una donna vestita sontuosamente che volge il suo sguardo verso lo spettatore. Con la mano destra stringe a sé una cornucopia mentre con la sinistra stringe un aratro; il piede sinistro è raffigurato fasciato. Il genio alato sopra di lei è immerso nella lettura del libro che tiene in mano

  • OGGETTO dipinto murale
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • ATTRIBUZIONI Agresti Livio Detto Ricciutino (e Aiuti): pittore
  • LOCALIZZAZIONE Tivoli (RM)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La sistemazione pittorica del Salone delle Virtù è dovuta ad una vasta équipe di artisti, diretta dal pittore forlivese Livio Agresti, che tra il 1568 e il 1569 realizzò la decorazione ad affresco del fregio che si dispiega lungo le quattro pareti con le venti personificazioni di Virtù, ognuna individuata da un’iscrizione. L’impronta di Agresti, se non proprio la sua mano, si percepisce in moltissime Virtù, il ché dimostra un’accurata progettazione da parte del maestro e una stesura di stretta osservanza agrestiana. Secondo Valle (1988, p. 156) il pittore forlivese avrebbe eseguito, senza aiuti, la Valetudine, la Temeprantia, la Religio, l’Eloquentia, la Tellus Stabilis e la Regalitas. In studi più recenti invece, Tosini (2005, p. 53) riconduce la Temperantia, la Benignitas e l’Eloquentia a Giovanni de’ Vecchi (Borgo Sansepolcro, 1536 circa – Roma, 13 aprile 1614), l’artista più retribuito dell’équipe agrestiana a conferma del suo ruolo di primo piano qui ricoperto. Il programma iconologico celebrativo delle virtù del cardinale Ippolito II d’Este si deve al genio ideatore di Pirro Ligorio. Secondo Occhipinti (2009, pp. 201-202) questa raffigurazione allegorica si lega strettamente al mito della dea Terra, che caratterizza tra l’altro l’intera concezione della Villa, soprattutto il giardino. L'immagine della «Tellus stabilis» alludeva a uno dei temi centrali di tutto il percorso allegorico del palazzo e del giardino: la «stabilitas» e la «firmitas» erano le caratteristiche di cui la dea Terra era dotata, secondo le affermazioni di Platone che Ligorio aveva ricavato dal Timeo; l'antiquario ne avrebbe altresì derivato l'idea della forma quadrata e quadripartita del giardino, riconducibile al numero quattro, sacro a Cibele, nonché alla forma cubica della Terra - secondo Platone assimilabile all'elemento primordiale del tetraedro - e dunque alla sua «stabilitas»
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201415173-5
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Villa d'Este-Tivoli
  • ISCRIZIONI fregio - TELLUS STABILIS - maiuscolo - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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